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La Tom of Finland Foundation interrompe i rapporti con la storica residenza dell'artista a Los Angeles

L’artista Touko Laaksonen (Tom of Finland) al pianoforte alla fine degli anni ‘50. Foto: Vesa-Matti Väärä / Wikimedia Commons (Pubblico dominio)
L’artista Touko Laaksonen (Tom of Finland) al pianoforte alla fine degli anni ‘50. Foto: Vesa-Matti Väärä / Wikimedia Commons (Pubblico dominio)

Nell’ottobre 2026, l’organizzazione benefica Tom of Finland Foundation ha confermato ufficialmente la cessazione delle proprie attività nella storica casa dell’artista nel quartiere di Echo Park a Los Angeles (California, USA), ponendo fine a quarant’anni di cooperazione continuativa. I vertici della fondazione hanno licenziato il personale, avviato il trasferimento dell’archivio delle opere verso un deposito commerciale e sospeso il programma internazionale di residenze d’artista, suscitando dure proteste nel mondo dell’arte e della cultura.

L’immobile, noto affettuosamente come Tom House e dichiarato monumento storico-culturale di Los Angeles nel 2016, appartiene al settantasettenne Durk Dehner, storico compagno dell’illustratore e cofondatore della fondazione. Secondo quanto riportato dalla rivista canadese Xtra Magazine, la frattura si è consumata nell’estate del 2026, quando l’ente ha interrotto il pagamento dei canoni di locazione e delle utenze a Dehner. La cancellazione improvvisa delle attività ha vanificato i soggiorni programmati di artisti europei, spingendo oltre quaranta ex partecipanti alle residenze a sottoscrivere una lettera aperta per chiedere trasparenza nella gestione finanziaria.

Il consiglio direttivo della fondazione, composto da cinque membri stabilitisi a New York, ha giustificato il trasloco con ritardi nell’afflusso delle donazioni, dichiarando che l’ente «non può più operare responsabilmente presso l’abitazione del signor Dehner». Le tensioni erano già degenerate all’inizio del 2025 con l’uscita di Dehner dal consiglio di amministrazione a seguito di polemiche sorte attorno a fotografie che lo ritraevano a eventi fetish con simboli nazisti. Dehner ha respinto ogni accusa di razzismo, definendo l’abbigliamento un gioco di ruolo subculturale tipico della scena leather della sua generazione, e ha denunciato la volontà del nuovo direttivo di trasferire definitivamente l’archivio sulla costa orientale degli Stati Uniti, tradendo lo spirito originario. Per coprire i costi di manutenzione e riparare il tetto dell’edificio, Dehner ha iniziato a vendere opere d’arte della propria collezione privata.

L’illustratore finlandese Touko Laaksonen (1920–1991), noto con lo pseudonimo di Tom of Finland, è una delle personalità cardine della cultura gay del Novecento. I suoi disegni omoerotici di figure ipermascoline in giacche di pelle e uniformi hanno inciso profondamente sull’immaginario visivo dell’arte queer. Nel 1984, Laaksonen e Dehner costituirono la fondazione per tutelare l’archivio e promuovere l’arte erotica.

La salvaguardia degli spazi storici e degli archivi LGBTQ+ negli Stati Uniti continua a destare viva attenzione: «Urania» ha documentato la nascita a San Francisco dell’OUT Museum, il primo museo dedicato alla cultura queer cinese, fondato anch’esso da artisti per preservare la memoria comunitaria.

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