Le commissioni di Marina e Marines statunitensi rifiutano di congedare i militari transgender nonostante le direttive del Pentagono

Negli Stati Uniti, le commissioni militari di congedo della Marina (US Navy) e del Corpo dei Marines hanno raccomandato, nella maggior parte dei casi esaminati, di mantenere in servizio i militari transgender, in aperto contrasto con le direttive del Dipartimento della Difesa. Secondo un’inchiesta del quotidiano The New York Times, ripresa dalla testata conservatrice Breitbart News, i comitati hanno votato a favore del mantenimento in servizio in nove dei dodici casi noti.
Le commissioni della Marina statunitense si sono espresse a favore della permanenza dei marinai transgender in sette casi su nove dall’inizio delle udienze nel luglio 2026, mentre quelle dei Marines lo hanno fatto in due casi su tre da agosto. Questi esiti si discostano marcatamente da quanto avvenuto nell’Esercito (US Army), dove circa 50 udienze hanno portato a raccomandazioni di congedo in quasi tutti i fascicoli tranne cinque, e nell’Aeronautica (US Air Force), dove l’espulsione è stata suggerita in tutti e sei i procedimenti noti.
In base alle procedure delineate dal Pentagono, le commissioni formate da tre ufficiali dovevano unicamente accertare l’esistenza di una diagnosi di disforia di genere o evidenze di transizione. Le indicazioni formali vietavano di prendere in considerazione il rendimento professionale, le competenze specialistiche o le missioni all’estero. Tuttavia, alcune commissioni della Marina e dei Marines hanno depennato i passaggi relativi alla terapia ormonale sostitutiva, spuntato la voce «resta idoneo al servizio» e raccomandato la permanenza dei militari sulla base della loro condotta impeccabile.
Tra i militari mantenuti in servizio figura il sergente scelto dei Marines Damien Contreras, specialista della logistica con dieci anni di carriera e tre missioni operative di stanza alla base di Quantico in Virginia, oltre a un soccorritore militare della Marina che ha operato al fianco dei marines al confine meridionale degli Stati Uniti. I legali dei militari hanno osservato che gli ufficiali superiori hanno inteso privilegiare la preparazione e la fedeltà operativa verso i propri colleghi, salvaguardando il personale qualificato delle forze armate.
Le determinazioni definitive devono ancora essere formalizzate: i pareri delle commissioni sono consultivi e possono essere ribaltati dai segretari civili dei rispettivi dipartimenti militari. L’amministrazione del presidente Donald Trump e il segretario alla Difesa Pete Hegseth ribadiscono la necessità di rigorosi standard di efficienza operativa incompatibili con la disforia di genere, mentre il bando continua a essere contestato nelle aule di giustizia federali. Il Pentagono e i vertici delle forze armate hanno declinato ogni commento a causa dei contenziosi giudiziari pendenti.
Le norme riguardanti il servizio militare delle persone transgender continuano a suscitare attenzione internazionale: in precedenza «Urania» ha documentato il dibattito sui regolamenti per i soldati transgender in Corea del Sud.


