È morta Sheila Barsel, una delle prime attiviste LGBT del Sudafrica
Sheila Barsel, nota anche come Sheila Lapinsky, è morta a Città del Capo il 31 ottobre 2026 a 82 anni. Si è battuta contro l’apartheid e per i diritti delle persone LGBT in Sudafrica. Il Partito comunista sudafricano, del cui comitato centrale ha fatto parte, ne ha annunciato la morte il 1º novembre.
Barsel è stata segretaria generale dell’Unione nazionale degli studenti sudafricani. Nel 1973 le autorità dell’apartheid le hanno vietato l’attività politica, come riporta la sua biografia su South African History Online. Negli anni Ottanta Barsel, la sua compagna Julia Nicol e altri attivisti hanno contribuito a fondare OLGA, un’organizzazione che difendeva i diritti di gay e lesbiche all’interno del movimento antiapartheid.
Secondo MambaOnline, Barsel ha contribuito a preparare il primo Pride LGBT di Johannesburg, nel 1990. In seguito ha fatto parte della direzione della Coalizione nazionale per l’uguaglianza di gay e lesbiche, che chiedeva una tutela costituzionale contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale. Il divieto è sancito dall’articolo 9 della Costituzione sudafricana del 1996.
A ottobre Uránia ha raccontato il Pride di Soweto, dove l’ex giudice della Corte costituzionale sudafricana Edwin Cameron ha ricordato il contributo dell’attivista Simon Nkoli alla lotta per l’uguaglianza costituzionale.


