L’attivista transgender Nayab Ali ha partecipato alla delegazione pakistana all’ONU

L’attivista pakistana transgender per i diritti umani Nayab Ali ha fatto parte della delegazione ufficiale del suo Paese alle sedute del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti economici, sociali e culturali del 3 e 4 novembre 2026 a Ginevra. Secondo il Dipartimento pakistano per l’informazione alla stampa, Ali partecipava come esperta dei diritti delle persone transgender. La delegazione era guidata dal ministro di Stato per il Diritto e la Giustizia, Aqeel Malik.
Il Comitato ha esaminato il secondo rapporto periodico del Pakistan sull’attuazione del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Secondo il resoconto dell’ONU, gli esperti hanno discusso di assistenza sanitaria, protezione sociale e condizioni di lavoro. Hanno anche chiesto come le autorità intendano colmare le lacune nella tutela contro la discriminazione, anche in base all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
In risposta, la delegazione ha descritto un centro di Islamabad che offre alle persone transgender un alloggio temporaneo e assistenza medica e psicologica. I rappresentanti pakistani hanno citato anche sportelli dedicati della polizia e una linea telefonica per segnalare molestie e violenze. L’esperta del Comitato Julieta Rossi ha osservato che alcune dichiarazioni della delegazione differivano dalle informazioni della società civile e delle procedure speciali dell’ONU.
Traduzione di un estratto: «Il Pakistan ha ribadito il proprio impegno per la progressiva attuazione dei diritti economici, sociali e culturali».
Prima delle sedute Amnesty International ha presentato le proprie osservazioni al Comitato. L’organizzazione ha chiesto al Pakistan di recepire i diritti previsti dal Patto nella legislazione nazionale, affinché le persone possano farli valere direttamente in tribunale.


