La conferenza internazionale dei buddisti LGBT dedica il programma a diritti umani ed etica
Gli organizzatori della sesta International Queer Buddhist Conference (IQBC), prevista dal 30 ottobre al 1º novembre 2026 su Zoom, hanno inserito nel programma diritti umani, etica buddista e benessere delle persone LGBT. L’Unione buddista tedesca ha presentato questi temi nell’annuncio del 12 ottobre.
Il programma si intitola «Law – Precepts – Thriving», ovvero «Diritto — precetti — vita piena». Gli organizzatori hanno proposto di esaminare come leggi e regole religiose influiscano sulla vita delle persone queer. La partecipazione era annunciata gratuita, con donazioni volontarie; sulla pagina dell’evento su Luma le iscrizioni sono ora chiuse.
L’intervento introduttivo su diritti umani e precetti buddisti è stato affidato all’avvocata Carol Merchasin, specializzata in casi di abusi nelle comunità religiose e spirituali. Secondo il suo studio McAllister Olivarius, nel 2022 Merchasin ha assunto la guida di una nuova area dedicata alle condotte sessuali illecite in queste organizzazioni.
Il programma pubblicato comprende interventi sulla solitudine delle persone anziane LGBT buddiste, sull’autocompassione e sul sostegno a chi ha subito danni all’interno di comunità religiose. Un laboratorio specifico affronta il modo in cui le comunità possono rispondere a queste esperienze prestando attenzione alle persone coinvolte.
Sono previsti anche una funzione buddista con meditazione e recitazione, una discussione sui cinque precetti e un incontro con persone monastiche di diverse tradizioni. La descrizione sottolinea come pratica religiosa e amicizia spirituale possano sostenere una vita ricca di significato per le persone LGBT.
L’iniziativa è stata fondata da Jampa Wurst, studioso di religioni. La biografia sul sito degli organizzatori riporta un dottorato alla Libera Università di Berlino nel 1999; gli incontri annuali IQBC risalgono al 2021.
Uránia ha già raccontato i progetti per un collettivo africano di ricerca su LGBT e teologia. L’iniziativa è stata discussa durante un incontro a Pretoria, in Sudafrica, dedicato al posto delle persone LGBT nell’educazione teologica.


