Uno studio ricostruisce come i diritti LGBT sono entrati nelle politiche pubbliche del Nepal
Il 23 ottobre 2026 la rivista Sexuality Research and Social Policy ha pubblicato uno studio sulla formazione delle politiche pubbliche del Nepal riguardanti le persone LGBT. Gli autori, del Nepal e della Svezia, hanno esaminato come il tema sia entrato nelle decisioni dello Stato e perché il riconoscimento giuridico non abbia sempre garantito l’accesso ai servizi.
Il gruppo ha selezionato 53 documenti sui 69 inizialmente raccolti. I materiali coprono il periodo dal 1854 al 2023: leggi, programmi statali, documenti internazionali, lavori scientifici e pubblicazioni giornalistiche. L’analisi è stata integrata da tre interviste a persone impegnate nella tutela dei diritti, scelte per il loro ruolo in questo processo.
Gli autori collegano l’attenzione delle autorità alle questioni LGBT all’epidemia di HIV, all’attività di organizzazioni della società civile e internazionali, alle decisioni giudiziarie e alla rappresentanza politica delle minoranze. A loro giudizio, i programmi di prevenzione hanno attirato attenzione e finanziamenti, ma hanno anche circoscritto il dibattito soprattutto alle questioni mediche.
I ricercatori descrivono un divario tra riconoscimento e attuazione dei diritti, che associano allo stigma, alla scarsa responsabilizzazione delle istituzioni e alla mancanza di volontà politica. Raccomandano di rafforzare il monitoraggio dell’attuazione, finanziare servizi accessibili e coinvolgere le persone LGBT nell’elaborazione delle politiche.
Gli autori hanno esaminato documenti relativi al periodo fino al 2023 compreso.
Tra gli sviluppi successivi figura l’ingresso di Bhumika Shrestha nel Parlamento nepalese nel 2026, prima donna transgender a farne parte. The Kathmandu Post ha raccontato il suo lavoro il 30 giugno. Uránia aveva già riferito dell’inizio della sua attività parlamentare.


