In Russia multati anche oppositori della comunità LGBT per post con bandiere arcobaleno

I tribunali russi hanno inflitto multe e detenzione amministrativa per pubblicazioni con bandiere arcobaleno anche a oppositori della comunità LGBT. Mediazona ha esaminato casi di diversi anni in un articolo pubblicato il 28 ottobre 2026. I giornalisti hanno confrontato i documenti giudiziari con le spiegazioni delle persone coinvolte; in alcuni altri casi, i tribunali hanno tenuto conto del contesto critico e archiviato i procedimenti.
Vera Makeeva, una pensionata di Kurgan che sosteneva il divieto del «movimento LGBT», ha ricevuto una multa di 1.500 rubli per vecchie condivisioni di post con una bandiera arcobaleno. Secondo lei, le pubblicazioni esprimevano il suo rifiuto delle persone LGBT. La scheda del tribunale cittadino di Kurgan indica che il suo caso, ai sensi del comma 1 dell’articolo 20.3 del Codice russo degli illeciti amministrativi, è stato esaminato il 29 marzo 2025 e si è concluso con una sanzione amministrativa.
Pëtr Voronin, residente a Pjatigorsk nella Russia meridionale, ha ricevuto un giorno di detenzione amministrativa per un’immagine che affiancava una svastica e una bandiera arcobaleno a leader europei. Ha spiegato di voler deridere i politici raffigurati, non sostenerli. Il caso è descritto anche da PinkNews in un articolo del 30 ottobre che riassume l’analisi di Mediazona.
In base a un’altra norma, relativa alla «propaganda LGBT», il pensionato Vladimir Sugakov, di Prokop’evsk in Siberia, è stato multato di 100.000 rubli. Come Mediazona aveva riferito in precedenza, il suo caso è stato esaminato il 14 agosto 2025. Sugakov ha raccontato ai giornalisti di aver montato foto dei Pride sulla canzone «Petuški» di Sergej Trofimov come critica alle persone LGBT. Secondo la sua versione, la polizia ha consegnato al tribunale schermate prive del contesto esplicativo.
Il reportage racconta anche la vicenda del sacerdote cattolico polacco Grzegorz Zwoliński, noto come padre Grigorij, che viveva a Kirov. È stato multato di 1.000 rubli per una bandiera arcobaleno inserita in un post critico verso un dignitario cattolico. Il sacerdote ha detto di aver aggiunto la bandiera per attirare l’attenzione. Secondo il giornale, in seguito gli è stato revocato il permesso di soggiorno e gli è stato vietato di entrare in Russia per 50 anni; al momento della pubblicazione si trovava in Polonia e contestava il divieto.
Diverso è stato l’esito del caso del poeta e giornalista Alimardan Ruziev, di Novyj Urengoj nell’estremo nord russo. SOTA ha riferito il 10 settembre che nel luglio 2026 il tribunale aveva archiviato il procedimento per l’esibizione di simboli nazisti ed estremisti in un suo post. La giudice ha ritenuto che la poesia e le spiegazioni allegate esprimessero un atteggiamento negativo dell’autore verso i fenomeni rappresentati, non un sostegno.
Questi casi riguardano norme diverse. L’articolo 20.3 del Codice degli illeciti amministrativi prevede sanzioni per l’esibizione pubblica di simboli vietati. Una nota contiene un’eccezione per gli usi che favoriscono un atteggiamento negativo verso il nazismo e l’estremismo, purché non promuovano né giustifichino tale ideologia. L’articolo 6.21 sanziona separatamente ciò che la legge russa definisce «propaganda di relazioni sessuali non tradizionali».
Il 30 novembre 2023 la Corte suprema russa, su ricorso del Ministero della Giustizia, ha dichiarato il «movimento pubblico internazionale LGBT» un’organizzazione estremista e ne ha vietato le attività. Come riferiva Interfax, il ministero motivava il ricorso con indizi di «orientamento estremista», tra cui l’incitamento alla discordia sociale e religiosa. Dopo quella decisione, i tribunali hanno iniziato a considerare la bandiera arcobaleno un simbolo del movimento vietato.
Uránia aveva già raccontato della multa di 1.000 rubli inflitta a una residente di Kemerovo per un meme con un uomo in abito arcobaleno. Anche in quel caso il tribunale aveva applicato l’articolo 20.3.


