Il Dipartimento di Giustizia USA finanzierà studi su disforia di genere e crimini violenti

Il National Institute of Justice, che fa parte del Dipartimento di Giustizia statunitense, ha annunciato il 9 ottobre 2026 un bando per ricerche sulla disforia di genere, il suo trattamento e i comportamenti violenti, con un budget complessivo di un milione di dollari. Nell’annuncio dell’ente si rileva la scarsità di dati empirici, soprattutto sui possibili meccanismi causali.
L’istituto propone di analizzare dati esistenti. Gli esempi comprendono la frequenza dei crimini violenti, dati sui detenuti, legami tra violenza e diagnosi o trattamento, sovrapposizione delle esperienze di vittima e autore e condizioni concomitanti. Sono esempi, non l’obbligo di studiare soltanto detenuti. Secondo le condizioni del bando, non è prevista la raccolta di nuovi dati primari; i candidati devono spiegare i limiti dei dati scelti e la possibilità di accedervi.
La domanda iniziale va presentata tramite Grants.gov entro il 23 novembre e quella completa tramite JustGrants entro il 30 novembre, secondo l’ora orientale degli Stati Uniti.
Meghan Maury, responsabile delle politiche del Transgender Law Center, ha espresso il timore che l’amministrazione abbia già deciso il risultato desiderato. Come riferisce LGBTQ Nation, lo ha detto a Science. Elena Redfield, del Williams Institute, ha messo in dubbio l’accessibilità dei dati diagnostici contenuti in cartelle cliniche protette. Lo psichiatra di Harvard Medical School Alexander Tsai ha avvertito che analizzare un campione di detenuti potrebbe gonfiare le stime della criminalità.
Secondo l’Associazione Psichiatrica Americana, la disforia di genere è un disagio clinicamente significativo legato alla discrepanza tra identità di genere e sesso assegnato alla nascita. Non tutte le persone trans hanno questa diagnosi. L’annuncio del bando, di per sé, non dimostra né un’associazione né un rapporto causale tra disforia, trattamento e violenza.


