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Morta a 74 anni l'attivista lesbica israeliana Sheffi Paz

Sheffi Paz a Tel Aviv, 2020. Foto: ירעם נתניהו / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0. WebP.
Sheffi Paz a Tel Aviv, 2020. Foto: ירעם נתניהו / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0. WebP.

L’attivista sociale israeliana Sheffi Paz è morta il 26 ottobre a 74 anni. Il decesso è stato annunciato dall’organizzazione Otef Tachana Merkazit, con cui collaborava; secondo The Times of Israel era malata di cancro.

Nata in Polonia da genitori sopravvissuti alla Shoah, Paz si trasferì in Israele da bambina. Lesbica dichiarata, partecipò al movimento per i diritti LGBT e fece parte del partito di sinistra Meretz. Con la compagna di lunga data Tali Rachlin-Paz crebbe un figlio.

Dal 2013 fu una figura nota della campagna per l’espulsione di migranti e richiedenti asilo dal sud di Tel Aviv. Collegava la loro presenza alla criminalità e all’insicurezza degli abitanti. Alcuni residenti sostenevano invece che i problemi della zona dipendessero anche da anni di abbandono da parte delle autorità e dalla posizione della stazione centrale degli autobus.

Paz era sostenuta da politici di destra, ma i suoi metodi suscitarono critiche. Nel 2024 iniziò a scontare una pena di 45 giorni per reati che comprendevano danni alla proprietà presso la rappresentanza dell’UE e l’ingresso non autorizzato in una scuola materna per figli di richiedenti asilo. Definiva selettivo il procedimento contro di lei. In un’intervista a N12, disse che una parte della comunità LGBT la respingeva per le sue idee politiche, mentre le persone LGBT di destra la sostenevano.

Tra chi le ha reso omaggio c’è il presidente del Parlamento israeliano Amir Ohana. Uránia aveva già scritto del suo posto nella lista elettorale del Likud.

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