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Associazioni LGBT in Francia contestano le restrizioni lavorative per le persone con HIV

Il Consiglio di Stato al Palais-Royal di Parigi, agosto 2009. Foto: LPLT / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0. Immagine ridimensionata e convertita in WebP.
Il Consiglio di Stato al Palais-Royal di Parigi, agosto 2009. Foto: LPLT / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0. Immagine ridimensionata e convertita in WebP.

Sei associazioni francesi hanno presentato il 15 ottobre 2026, a Parigi, un ricorso al Consiglio di Stato, il massimo organo della giustizia amministrativa del paese, contro le restrizioni all’accesso delle persone con HIV ad alcuni incarichi nelle forze armate, nella gendarmeria, nei vigili del fuoco e nella protezione civile. Lo ha annunciato lo studio Deshoulières Avocats, che le rappresenta.

La coalizione riunisce Mousse, STOP Homophobie, Familles-LGBT, Élus locaux contre le Sida (ELCS), FLAG! e SOS Racisme. Già il 30 giugno avevano chiesto ai ministri della Difesa, dell’Interno e della Salute di abrogare le disposizioni interessate di 12 decreti ministeriali. Secondo i loro avvocati, la mancata risposta entro due mesi ha costituito un rigetto implicito. È questo rifiuto che le associazioni ora impugnano.

Il legale delle ricorrenti, Étienne Deshoulières, spiega che il sistema medico SIGYCOP valuta la salute generale mediante il coefficiente G, la cui valutazione migliore è G1. A suo dire, una persona con HIV non può ottenere una valutazione migliore di G2, anche se segue una terapia efficace e non ha sintomi, restando esclusa da alcune specialità, tra cui quella di pilota militare. Le ricorrenti contestano anche la trasmissione agli uffici del personale di dati sanitari che ritengono eccessivi e inesatti.

Secondo un servizio AFP pubblicato da Boursorama, il ministero delle Forze armate ha respinto le accuse di razzismo e omofobia. Ha dichiarato che le persone con HIV vengono reclutate nella quasi totalità delle specialità militari. Una fonte ministeriale ha spiegato all’agenzia che i requisiti rispondono alla sicurezza dei militari e delle operazioni, precisando che i criteri evolvono con i progressi medici.

Il precedente contenzioso era iniziato nel 2020. Come ricorda il Difensore dei diritti francese, dopo la modifica delle regole il Consiglio di Stato, il 21 novembre 2023, ha dichiarato non più necessario pronunciarsi sulle domande interessate, senza decidere nel merito. La riforma ha ampliato l’accesso al servizio per le persone con HIV, ma alcune limitazioni professionali sono rimaste.

L’OMS conferma che chi assume regolarmente farmaci antiretrovirali e mantiene una carica virale non rilevabile non trasmette l’HIV ai partner sessuali. Le ricorrenti sottolineano di non chiedere l’abolizione delle visite mediche, ma valutazioni individuali dell’effettiva idoneità al lavoro secondo criteri oggettivi e proporzionati. Il deposito del ricorso non elimina le restrizioni vigenti; la decisione sul nuovo contenzioso è ancora attesa.

Foto: il Consiglio di Stato a Parigi, agosto 2009. Autore: LPLT, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0. Immagine ridimensionata e convertita in WebP senza ritagli.

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