La figlia del telepredicatore Jim Bakker chiede scusa alle persone LGBTQ per i danni causati dalla famiglia

Nell’ottobre 2026, negli Stati Uniti, Tammy Sue Bakker, figlia del noto telepredicatore cristiano Jim Bakker recentemente scomparso, ha diffuso una dichiarazione pubblica chiedendo scusa alla comunità LGBTQ e a tutti coloro che sono stati feriti dalla predicazione della chiesa e dal ministero della sua famiglia negli ultimi sessant’anni. Nel messaggio ha esortato i credenti a superare ogni giudizio moralistico e ha invitato a devolvere donazioni o dedicare tempo di volontariato a gruppi locali per i diritti sessuali anziché inviare fiori per le esequie del padre.
Come riferisce la testata statunitense LGBTQ Nation, la cinquantaseienne Tammy Sue Bakker ha reso note le sue parole alla vigilia delle cerimonie funebri del padre, morto il 5 ottobre all’età di 86 anni. Nel testo ha precisato di aver abbandonato l’organizzazione religiosa paterna nel 2022 a causa di un netto dissenso con i messaggi teologici e politici diffusi nelle trasmissioni, interrompendo da allora ogni contatto con lui. Ha inoltre raccontato di aver saputo dell’aggravarsi delle sue condizioni e del ricovero in hospice solo tre ore prima del decesso, apprendendo poi della scomparsa tramite annunci online segnalati da conoscenti.
Bakker ha spiegato di essere rimasta in silenzio per gran parte della vita per non arrecare danno alla famiglia o alla chiesa, ma di aver sentito ora il dovere morale di esprimersi, ispirandosi all’esempio della defunta madre, l’evangelista Tammy Faye Bakker. «Mi spezza il cuore sapere che la chiesa è stata responsabile della sofferenza di milioni di persone: per essere state respinte dalle famiglie, costrette a vivere con la depressione, cacciate di casa, emarginate o spinte al suicidio», ha dichiarato, richiamando i cristiani a testimoniare l’amore incondizionato di Cristo.
I genitori di Tammy Sue, Jim e Tammy Faye Bakker, fondarono tra gli anni ‘70 e ‘80 il colosso mediatico PTL (Praise The Lord), una delle reti televisive religiose più seguite negli Stati Uniti. Mentre Jim Bakker mantenne posizioni intransigenti e scontò in seguito una condanna detentiva per frode finanziaria, Tammy Faye scelse negli anni ‘80, all’apice della crisi dell’AIDS, di rompere con il tradizionalismo dei colleghi accogliendo apertamente gay e persone con HIV, inclusa una celebre intervista televisiva con il pastore gay Steve Pieters. Più tardi, anche il fratello Jay Bakker è diventato pastore evangelico impegnato per l’inclusione ecclesiale e il matrimonio egualitario.
In precedenza «Uránia» aveva riferito della scomparsa all’età di 86 anni del telepredicatore Jim Bakker e della storia del circuito PTL, oltre a seguire i confronti in seno alle confessioni cristiane americane sul sostegno pastorale ai fedeli LGBT.


