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L'organizzazione cattolica New Ways Ministry evidenzia l'esperienza della Diocesi di Bolzano nel sostegno ai fedeli LGBT

Duomo di Bolzano (concattedrale di Santa Maria Assunta). Foto: Triplec85 / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Duomo di Bolzano (concattedrale di Santa Maria Assunta). Foto: Triplec85 / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Il 19 ottobre 2026, l’organizzazione cattolica statunitense New Ways Ministry, attiva a livello internazionale per l’inclusione e l’uguaglianza delle persone LGBT nella Chiesa, ha dedicato un approfondimento all’esperienza pastorale della Diocesi di Bolzano-Bressanone in occasione del Coming Out Day. L’articolo esamina il percorso del gruppo di lavoro diocesano «fede & queer», impegnato ad accompagnare i credenti nel superamento dei conflitti interiori, a riconciliare il cammino spirituale con l’affettività e a riaffermare la piena dignità dei cristiani LGBT nelle parrocchie.

Come riferisce New Ways Ministry riprendendo quanto documentato dalla testata Progetto Gionata, dichiararsi apertamente rappresenta ancora una prova lacerante per molti fedeli. L’associazione tra orientamento sessuale e nozioni di colpa o peccato può innescare una profonda crisi personale, resa ancora più gravosa quando la parrocchia costituisce il tessuto primario dei legami sociali e professionali. In tale contesto, il timore del rifiuto rischia di tradursi in un isolamento totale; da qui l’impegno del gruppo per favorire ambienti ecclesiali sicuri, capaci di accogliere ciascuno con la propria storia e il proprio credo.

Il percorso è scaturito dalle indicazioni del sinodo diocesano del 2020 e ha visto nel 2022 la realizzazione di una mostra e di una serie di testimonianze video. Don Paolo Zambaldi, sacerdote che collabora con il gruppo, ha spiegato che la finalità pastorale è quella di maturare gradualmente un cambiamento di sguardo e integrare la riflessione sull’omoaffettività nella vita ordinaria delle comunità. Ciononostante, non sono mancati episodi dolorosi di chiusura: al fedele Toni Pramstaller nel 2023 venne negata l’Eucaristia durante una seduta del Consiglio pastorale diocesano, un fatto che ha ricordato come un’esperienza profondamente ferente. La coordinatrice del gruppo, Renate Rottensteiner, ha ribadito che il coming out non deve trasformarsi in una prova di coraggio imposta, rilevando come la questione cruciale sia verificare se le comunità parrocchiali siano finalmente pronte ad ascoltare le persone queer senza esigere un prezzo per la loro sincerità.

Fondata negli Stati Uniti nel 1977 da suor Jeannine Gramick e da padre Robert Nugent, New Ways Ministry ha sede nel Maryland. Da quasi mezzo secolo l’organizzazione tesse un dialogo costante tra persone LGBT credenti, teologi e gerarchie ecclesiastiche, promuovendo percorsi di cura pastorale e il superamento delle discriminazioni negli ambienti ecclesiali.

In precedenza, «Uránia» ha raccontato nel dettaglio come la Diocesi di Bolzano-Bressanone in Alto Adige abbia promosso il sostegno pastorale ai fedeli queer e alle loro famiglie per il Coming Out Day, ha riferito del primo convegno nazionale a Roma con la partecipazione del vicepresidente della CEI Francesco Savino e della veglia di preghiera a Chiavari culminata nelle scuse ufficiali della Chiesa ai fedeli LGBT.

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