Diritti umani: Centinaia di arresti in Senegal durante la repressione contro la comunità LGBT

Nell’ottobre 2026 l’organizzazione internazionale Human Rights Watch ha pubblicato un dettagliato rapporto in cui si denuncia che le forze di sicurezza del Senegal hanno arrestato centinaia di persone sospettate di omosessualità dall’inizio dell’anno, in seguito a un severo inasprimento del quadro penale nello stato dell’Africa occidentale.
Secondo il rapporto di Human Rights Watch, basato su colloqui con legali, sanitari e attivisti del posto e ripreso dalla testata statunitense LGBTQ Nation, l’associazione per i diritti umani senegalese RADDHO ha documentato almeno 212 arresti per presunti «atti contro natura» tra febbraio e luglio 2026, mentre la rete internazionale HIV Justice Network segnala oltre 300 persone trattenute nello stesso arco temporale. L’indagine rileva che gendarmeria e polizia sottopongono gli arrestati a test HIV forzati senza consenso per formulare ulteriori capi d’accusa, mentre gli avvocati difensori rifiutano in massa di patrocinare gli imputati per paura di incriminazioni ai sensi del reato di «promozione» dell’omosessualità.
L’ondata repressiva è scaturita dall’approvazione all’unanimità da parte del parlamento senegalese, nel marzo 2026, di alcune modifiche all’articolo 319 del codice penale. Il provvedimento ha raddoppiato la pena massima detentiva per rapporti omosessuali consensuali da cinque a dieci anni, ha innalzato le ammende fino a 10 milioni di franchi CFA e ha criminalizzato il finanziamento e la tutela delle iniziative LGBT con pene fino a sette anni di reclusione. La ricercatrice di Human Rights Watch Larissa Kojoué ha sottolineato che tali arresti violano la Costituzione del Senegal, la Carta africana dei diritti dell’uomo e dei popoli e la Carta olimpica, in vista dei Giochi olimpici giovanili che Dakar ospiterà nell’autunno del 2026. Al contrario, l’esecutivo guidato dal presidente Bassirou Diomaye Faye e dal primo ministro Ousmane Sonko ha rivendicato la normativa come espressione della sovranità e dei valori tradizionali della popolazione a maggioranza musulmana.
Personale medico a Dakar avverte che i blitz stanno causando una grave emergenza sanitaria. A causa delle fughe di notizie riservate e cartelle cliniche verso i mass media e del costante terrore degli arresti, circa un terzo dei pazienti affetti da HIV ha smesso di recarsi nelle strutture sanitarie per assumere le terapie antiretrovirali.
In precedenza, «Uránia» aveva riferito dell’approvazione della legge che porta a 10 anni di carcere le condanne per atti omosessuali in Senegal e dell’ordinanza che ha rinviato a giudizio 71 imputati a seguito di massicce retate di polizia.


