Tribunale di Mosca multa l'educatrice sessuale Sasha Kazantseva di 300 mila rubli per post sulla 'gioia queer'

Nell’ottobre 2026, nella capitale russa Mosca, la giudice di pace del distretto giudiziario n. 374 del quartiere Tagansky, Alexandra Mikhaleva, ha dichiarato l’educatrice sessuale e attivista LGBT russa Sasha Kazantseva colpevole di «propaganda di relazioni sessuali non tradizionali tra minori», condannandola a una sanzione amministrativa di 300 mila rubli. Il procedimento e la successiva condanna sono stati originati da post pubblici pubblicati dall’attivista sui social network dedicati al concetto di «gioia queer» (queer joy).
Il fascicolo è stato istruito ai sensi della parte 4 dell’articolo 6.21 del Codice delle infrazioni amministrative della Federazione Russa (KoAP RF), che sanziona la diffusione su internet di informazioni inerenti alle tematiche LGBT accessibili ai minori. Come evidenziato dalla testata indipendente per i diritti umani Mediazona, che documenta con continuità i procedimenti contro Kazantseva, gli organismi statali di vigilanza hanno ritenuto che i testi incentrati su autoaccettazione, mutua solidarietà ed esperienze affermative della comunità queer violino i divieti normativi. La corte ha condiviso le conclusioni dell’autorità inquirente, qualificando le pubblicazioni come propaganda illegittima.
Sasha Kazantseva è una nota educatrice sessuale russa, autrice del testo divulgativo Sam Sex («Il sesso in sé»), animatrice dei popolari canali Telegram Pomyla Ruki e Devochka-Khuyovochka, cofondatrice del portale sulla cultura queer Otkrytye («Aperti») e coautrice del progetto informativo per adolescenti Selftanu. Nel febbraio 2023 il Ministero della Giustizia russo l’ha designata «agente straniero». Nel dicembre 2025 il Tribunale distrettuale Khoroshevsky di Mosca l’ha condannata in contumacia a nove anni di reclusione con l’accusa di presunte «notizie false» sull’esercito russo, violazione degli obblighi previsti per gli agenti stranieri e partecipazione al «Movimento pubblico internazionale LGBT», dichiarato «estremista» in Russia. Attualmente l’attivista risiede all’estero.
L’ufficio del giudice di pace n. 374, presieduto da Alexandra Mikhaleva, esamina con regolarità contenziosi aperti ai sensi dell’articolo 6.21. In passato la magistrata ha comminato a Kazantseva varie pesanti sanzioni pecuniarie, tra cui 500 mila rubli nel dicembre 2025 e multe per un totale di 800 mila rubli nell’estate del 2026 per diverse pubblicazioni online. Mikhaleva ha emesso provvedimenti punitivi analoghi anche contro altri giornalisti russi, attivisti per i diritti umani e rappresentanti di piattaforme digitali.
La normativa russa che punisce la cosiddetta «propaganda di relazioni sessuali non tradizionali» è in vigore dal 2013 ed è stata inasprita a fine 2022 per bandire qualsiasi narrazione positiva o neutra dell’identità LGBT rivolta a persone di ogni età nell’editoria, nel cinema e sul web.
In precedenza, Urania ha riferito dell’assegnazione al giudice Alexandra Mikhaleva di quattro verbali per «propaganda LGBT» a carico del giornalista Karen Shainyan, oltre che del procedimento fondato sulla medesima norma contro Olga Baranova, direttrice dei programmi del Centro comunitario di Mosca. La redazione ha altresì analizzato la relazione annuale del Dipartimento giudiziario presso la Corte suprema per il 2025, che ha registrato quasi 69 milioni di rubli di ammende comminate ai sensi della censura anti-LGBT.


