Tribunale del Michigan riconosce 4 milioni di dollari a direttori TV licenziati per aver chiesto equilibrio sulle notizie del Pride LGBT
 (CC0)](/news/2026/1015-michigan-tv-directors-pride-memo-lawsuit/cover.webp)
Nell’ottobre 2026, una giuria federale a Grand Rapids, nello stato americano del Michigan, ha condannato il colosso televisivo Nexstar Media Group a versare oltre 4 milioni di dollari di risarcimento a due ex responsabili dell’informazione dell’emittente locale WOOD-TV: l’ex direttore del telegiornale Stanton Tang e la sua vice Amy Fox. I due giornalisti erano stati licenziati nel giugno 2023 dopo una protesta interna alla redazione scaturita da una direttiva che raccomandava una trattazione imparziale degli eventi del Mese del Pride LGBT tenendo conto delle opinioni dei telespettatori conservatori.
Secondo quanto riportato dalla testata statunitense LGBTQ Nation, la controversia è scaturita da una comunicazione interna redatta da Tang e inoltrata da Fox a redattori e produttori dell’emittente. Nella nota si segnalavano le lamentele dei telespettatori del Michigan occidentale, area tradizionalmente conservatrice, circa l’elevato numero di servizi dedicati alla tematica arcobaleno. I vertici della redazione invitavano a valutare il rilievo informativo delle manifestazioni e a garantire la completezza del racconto: «Sappiamo che il Michigan occidentale è per molti versi una regione conservatrice. Dobbiamo riconoscere che alcuni argomenti legati alle tematiche LGBTQ sono controversi e polarizzanti per la nostra comunità. Anche se personalmente non condividete una determinata posizione, le persone hanno diritto alle proprie opinioni e sono i nostri telespettatori. Se seguiamo eventi del Pride, dobbiamo considerare come rendere il servizio equilibrato e dare voce a entrambe le parti del dibattito».
L’indicazione ha incontrato l’immediata opposizione della redazione. Conduttori, giornalisti e tecnici si sono rifiutati di applicarla, considerandola discriminatoria. La giornalista e conduttrice Michelle DeSelms ha dichiarato sui social network che pretendere «l’altro punto di vista» equivaleva a imporre ai reporter di dare spazio a pregiudizi infondati. Poco dopo, il testo della nota è stato diffuso al quotidiano locale MLive / The Grand Rapids Press, innescando accese polemiche pubbliche contro l’emittente.
A fronte della reazione pubblica, la direzione generale di Nexstar Media Group ha sconfessato i responsabili di WOOD-TV. Gary Weitman, vicepresidente esecutivo della capogruppo texana, ha diffuso scuse pubbliche ai telespettatori e alla comunità LGBTQ+, definendo la nota incompatibile con i principi deontologici e i valori aziendali. Pochi giorni dopo Tang e Fox sono stati licenziati. Nella stessa circostanza l’azienda ha allontanato due produttori esecutivi, Luke Stier e Madeline Odle, ritenuti coinvolti nella fuga di notizie verso l’esterno.
In seguito al provvedimento, Tang e Fox hanno citato Nexstar dinanzi al tribunale federale. Hanno sostenuto di essere stati usati come capri espiatori per placare le critiche, di aver subito una violazione della legge del Michigan sul diritto dei lavoratori alla riservatezza disciplinare (comunicata a testate terze tra cui la CNN senza preavviso scritto) e di essere stati presentati al pubblico sotto una luce falsa e diffamatoria (false light invasion of privacy) come ostili ai diritti civili.
La giuria federale presieduta dal giudice Robert Jonker ha accolto all’unanimità i capi d’accusa relativi alla privacy e alla tutela del lavoro. Ad Amy Fox sono stati riconosciuti 2,393 milioni di dollari (1,8 milioni per danno da rappresentazione ingannevole, 500.000 dollari a titolo punitivo e 93.000 per violazione giuslavoristica) e a Stanton Tang 1,683 milioni di dollari (rispettivamente 1,29 milioni, 300.000 e 93.000 dollari). È stata invece respinta la contestazione autonoma di diffamazione diretta. Un portavoce di Nexstar ha fatto sapere che l’azienda accoglie positivamente il proscioglimento dall’accusa di diffamazione, ma respinge fermamente il resto della sentenza e valuta il ricorso in appello.
WOOD-TV (Canale 8) trasmette da Grand Rapids dal 1949 come affiliata della rete NBC. La controllante Nexstar Media Group, con sede in Texas, è il più grande operatore di stazioni televisive locali negli Stati Uniti, con circa 200 emittenti, il canale via cavo NewsNation e il network The CW.
Il verdetto nel Michigan riaccende il confronto sui rapporti tra obiettività giornalistica, libertà d’espressione e rivendicazioni sociali nei media americani: in precedenza le corti federali si erano espresse su libertà religiosa e Primo Emendamento nell’ambito delle adozioni, mentre nella politica del Midwest emergono divergenze sulle strategie identitarie all’interno delle forze di centrosinistra.


