Il giudice Oleg Nefedov, che ha vietato il «movimento LGBT», nominato vicepresidente della Corte suprema russa

Il Consiglio della Federazione russa ha nominato, il 14 ottobre 2026 nel corso di una sessione plenaria a Mosca, il giudice Oleg Nefedov alla carica di vicepresidente della Corte suprema della Federazione Russa e presidente del Collegio giudiziario per le cause civili. La candidatura di Nefedov è stata presentata dal presidente Vladimir Putin e approvata all’unanimità dalla competente commissione per la legislazione costituzionale della camera alta.
Secondo quanto riportato dal quotidiano economico russo Kommersant, il provvedimento è stato adottato durante la 620ª assemblea dei senatori. Nel presentare il candidato, il presidente della commissione Andrej Klišas ha ricordato la lunga esperienza giudiziaria di Nefedov e la rispondenza ai requisiti professionali. Prima di questa nomina, Oleg Nefedov operava nel Collegio per le cause amministrative della Corte suprema e guidava inoltre il Collegio disciplinare dello stesso tribunale dal giugno 2024.
Oleg Nefedov è assurto alla ribalta pubblica presiedendo procedimenti politici e ideologici di primo piano negli ultimi anni. Il 30 novembre 2023, durante un’udienza a porte chiuse, Nefedov accolse l’istanza del Ministero della Giustizia dichiarando l’inesistente «Movimento pubblico internazionale LGBT» una «organizzazione estremista» e vietandone l’attività in Russia. Tale verdetto ha innescato un’ampia serie di sanzioni amministrative e procedimenti penali contro le persone queer, le associazioni per i diritti civili e l’esposizione dei simboli arcobaleno. Nel luglio 2025, Nefedov ha parimenti dichiarato estremista il «Movimento internazionale del satanismo».
Inoltre, Nefedov ha respinto a più riprese i ricorsi amministrativi presentati dall’oppositore politico Aleksej Naval’nyj, che contestava i ripetuti collocamenti in cella di rigore (ŠIZO), le condizioni detentive sproporzionate e la privazione di testi letterari o religiosi nelle colonie penali. Il magistrato ha respinto ogni istanza di Naval’nyj. Nefedov ha altresì sancito la liquidazione del partito di opposizione PARNAS e convalidato l’esclusione dei candidati pacifisti Boris Nadeždin ed Ekaterina Duncova dalle elezioni presidenziali del 2024.
Nel giugno 2026, «Uránia» ha riferito delle sanzioni disposte dall’Unione Europea contro Oleg Nefedov per le reiterate violazioni dei diritti civili e la messa al bando di associazioni indipendenti. Giuristi e osservatori considerano la sua promozione un chiaro riconoscimento governativo delle politiche di repressione giudiziaria, estese di recente anche ai procedimenti per presunto satanismo.


