Il deputato kosovaro Eman Rrahmani annuncia i piani del governo per unioni civili tra persone dello stesso sesso e cambio di genere entro fine anno

Il 10 ottobre 2026, il deputato dell’Assemblea della Repubblica del Kosovo appartenente all’opposizione del Partito Democratico (PDK), Eman Rrahmani, ha dichiarato che il governo guidato dal primo ministro Albin Kurti ha fissato un calendario legislativo per presentare entro fine anno una serie di provvedimenti sui diritti LGBT e sulla salute riproduttiva. Secondo quanto affermato dal politico, il testo aggiornato del Codice Civile, che consente il riconoscimento delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, dovrebbe essere sottoposto al consiglio dei ministri il 15 novembre 2026, mentre a fine dicembre saranno esaminati i disegni di legge sulla fecondazione assistita e sul riconoscimento giuridico del cambio di genere.
Secondo quanto riportato dalla testata kosovara Gazeta Express, Rrahmani ha diffuso sui social network un messaggio sarcastico rivolto ai sostenitori del premier Kurti, elencando le date del cronoprogramma esecutivo. Il deputato ha affermato che «per chi desidera che gli uomini sposino gli uomini e le donne le donne», il Codice Civile arriverà in governo il 15 novembre. Ha inoltre aggiunto che il 30 dicembre l’esecutivo intende esaminare una legge sulla salute riproduttiva che consente anche alle donne non sposate di avere figli tramite procreazione medicalmente assistita, e il 31 dicembre un disegno di legge sullo stato civile che disciplina il cambio anagrafico del genere. La stampa locale ha evidenziato che la presa di posizione del parlamentare presentava toni canzonatori e denigratori verso la comunità LGBTI.
Eman Rrahmani è ritenuto uno dei parlamentari più conservatori della politica kosovara. Eletto originariamente con il movimento di maggioranza Autodeterminazione (Vetëvendosje), ha rotto con la formazione di Kurti nell’ottobre 2024 proprio per contrasti sui temi etici e familiari, promuovendo la coalizione «Lista per la Famiglia» prima di convergere verso il gruppo del PDK. L’approvazione del nuovo Codice Civile è bloccata nell’Assemblea da anni: nel marzo 2022 il testo fu respinto a causa dell’articolo 1138, che demandava a una legge speciale la regolamentazione delle unioni civili per coppie dello stesso sesso. La misura trovò la forte opposizione congiunta dei leader religiosi islamici e cristiani e di deputati tradizionalisti. Al contrario, le istituzioni dell’Unione Europea e gli organismi internazionali per i diritti umani sollecitano con costanza Pristina ad approvare il codice, ricordando che la tutela delle coppie omosessuali è fondamentale per il cammino europeo e per i principi costituzionali di non discriminazione.
La Repubblica del Kosovo è uno Stato balcanico con capitale a Pristina e circa 1,8 milioni di residenti. L’articolo 37 della Costituzione sancisce il diritto di contrarre matrimonio senza vincoli tassativi sul sesso dei contraenti, sebbene il diritto di famiglia vigente continui a definire le nozze unicamente tra uomo e donna. Il Partito Democratico del Kosovo (PDK), nelle cui file opera Rrahmani, si colloca all’opposizione rispetto al governo di centrosinistra di Albin Kurti.
I diritti civili delle persone LGBT rimangono al centro di un aspro confronto politico in Kosovo: in precedenza, Uránia ha documentato la parata dell’orgoglio a Pristina all’insegna del motto «Uguaglianza o rivolta», durante la quale la società civile ha rivendicato garanzie di legge, mentre il premier Kurti ha disertato l’evento per la prima volta dopo diverse edizioni.


