Il candidato democratico al Senato in Texas James Talarico criticato per la posizione sulla legge federale sull'uguaglianza LGBTQ+

Venerdì 9 ottobre 2026, il candidato democratico al Senato degli Stati Uniti per il Texas, James Talarico, è finito al centro di un dibattito politico nazionale dopo che il suo comitato elettorale ha esitato a confermare l’impegno a sostenere la legge federale sull’uguaglianza (Equality Act). Il provvedimento intende estendere i diritti civili vietando a livello federale le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere nell’alloggio, nell’impiego e nei luoghi pubblici.
Secondo quanto riportato dalla testata LGBTQ+ The Advocate, che cita un’inchiesta del The Washington Post, Talarico aveva firmato nel 2025 un questionario dell’organizzazione Stand for Children durante le primarie democratiche, promettendo di essere co-sponsor del disegno di legge in caso di elezione al Senato. Tuttavia, incalzato dai giornalisti durante la campagna elettorale generale, il suo staff ha inizialmente eluso la questione, sostenendo che il candidato «valuterà ciascun disegno di legge facendo ciò che è meglio per i cittadini del Texas». Solo dopo l’uscita dell’articolo sul quotidiano statunitense, un portavoce ha precisato che Talarico sostiene tuttora i principi della legge indicati nel questionario.
Negli ultimi mesi Talarico, attualmente membro della Camera dei Rappresentanti del Texas, ha adottato posizioni più moderate su temi etici per attrarre l’elettorato centrista e indeciso. Nelle interviste a Fox News e in diversi podcast, ha dichiarato di essere contrario alla partecipazione di donne transgender negli sport femminili se ciò compromette l’equità sportiva o la sicurezza, esprimendo altresì parere contrario agli interventi chirurgici di transizione sui minori. Al contempo, nel 2023 si era opposto nel parlamento statale al divieto totale delle cure mediche di transizione per gli adolescenti, affermando che tali scelte sanitarie devono spettare alle famiglie e ai medici, non allo Stato.
Il suo avversario repubblicano per il voto di novembre, il procuratore generale del Texas Ken Paxton, ha accusato Talarico di opportunismo politico e di voler nascondere all’elettorato moderato posizioni di sinistra radicale. Dal canto loro, associazioni per i diritti LGBTQ+ e attivisti progressisti hanno manifestato insoddisfazione per le oscillazioni della campagna, mettendo in guardia contro arretramenti sui diritti civili. Secondo la media dei sondaggi, Talarico ha un vantaggio di circa 2,8 punti percentuali su Paxton in una delle elezioni per il Senato più combattute in Texas, dove i democratici non vincono un seggio senatoriale dal 1988.
Le polemiche sulle posizioni dei candidati democratici rispetto alle questioni transgender riflettono tendenze diffuse nella campagna elettorale statunitense del 2026. «Uránia» ha già riferito in precedenza di esponenti democratici che hanno preso le distanze dall’inclusione delle donne trans nello sport femminile, nonché dei conflitti interni culminati in dimissioni all’interno del comitato LGBT del Partito Democratico dell’Ohio.


