Il direttore dell'Istituto Kurčatov russo definisce il sostegno occidentale ai diritti LGBT uno strumento di spopolamento

Venerdì 9 ottobre 2026, il presidente del Centro nazionale di ricerca russo «Istituto Kurčatov», Michail Koval’čuk, ha dichiarato che il supporto statale ai diritti LGBT nei paesi occidentali sarebbe finalizzato al controllo delle nascite e alla riduzione artificiale della popolazione globale. Il fisico ha rilasciato queste dichiarazioni in un’intervista al periodico economico Politika, i cui passaggi principali sono stati ripresi dall’agenzia di stampa statale RIA Novosti.
Secondo lo scienziato 79enne, accanto alla deterrenza nucleare, le minacce informatiche e la biosicurezza rappresentano oggi i principali rischi sistemici per l’umanità. Koval’čuk sostiene che la rapida automazione del lavoro e l’intelligenza artificiale porteranno all’estinzione di numerose professioni, rendendo i volumi demografici storici «non più necessari su scala globale per l’ulteriore sviluppo». Nella visione del vertice dell’istituto, i governi occidentali «avrebbero avviato deliberatamente un sistema di riduzione della popolazione», in cui il primo elemento sarebbe la promozione delle relazioni omosessuali «affinché non vi sia discendenza».
Nel medesimo intervento, il fisico ha asserito che le élite occidentali necessiterebbero parallelamente di una specifica categoria di lavoratori — definiti «esseri umani di servizio» —, dotati di «coscienza limitata e riproduzione controllata» per svolgere mansioni operative prefissate. A suo dire, tentativi in questa direzione verrebbero condotti da lungo tempo e «avrebbero avuto successo». Koval’čuk ha ricollegato l’evoluzione della genetica contemporanea non solo alla medicina personalizzata, ma anche alla produzione di armi biologiche e alla selezione di popolazioni sottomesse.
Michail Koval’čuk è un fisico specializzato in cristallografia a raggi X e membro corrispondente dell’Accademia delle Scienze russa. Dal 2005 dirige l’Istituto Kurčatov, tra i principali poli statali russi per la ricerca nucleare e interdisciplinare. Negli organi di informazione russi e internazionali è ritenuto una delle figure più influenti nell’elaborazione della politica scientifica e tecnologica nazionale, storicamente vicino ai vertici del Cremlino. Già in passato lo scienziato ha formulato concetti analoghi: nel settembre 2015, intervenendo al Consiglio della Federazione, mise in guardia contro il rischio di creare una «sottospecie di esseri umani servili» attraverso lo smantellamento della famiglia tradizionale e l’espansione dei valori LGBT. Biologi e sociodemografi hanno ripetutamente respinto tali affermazioni definendole prive di fondamento scientifico e cospirazioniste, ricordando che il declino demografico e la tutela dei diritti delle minoranze derivano da urbanizzazione, benessere economico e libertà civili, non da progetti mirati di spopolamento.
L’impiego di argomentazioni demografiche e la contrapposizione ai modelli valoriali occidentali caratterizzano regolarmente la retorica delle autorità di Mosca e dei suoi alleati per giustificare provvedimenti restrittivi. In precedenza, Urania aveva dato conto delle posizioni del procuratore generale della Bielorussia, che ha definito la diffusione di contenuti su tematiche LGBT e childfree un attentato alla sicurezza demografica, e ha analizzato il bilancio delle sanzioni pecuniarie per la presunta «propaganda LGBT» in Russia, oltre alle sentenze che hanno confermato il divieto totale per le organizzazioni di difesa dei diritti civili nel Paese.


