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L'attore britannico Luke Evans: essere gay non impone di essere 'woke', comprensione per i colleghi non dichiarati a Hollywood

All’inizio di ottobre 2026, l’attore britannico di cinema e teatro Luke Evans, 47 anni, celebre per le sue interpretazioni nella trilogia de Lo Hobbit, in La bella e la bestia e nella saga di Fast & Furious, ha respinto l’assunto secondo cui l’orientamento sessuale debba determinare le posizioni politiche di una persona. L’interprete, che ha fatto coming out all’inizio della propria carriera, ha sottolineato che l’appartenenza alla comunità omosessuale non impone di conformarsi alla cultura «woke» o a un pensiero progressista prestabilito.

Come riferisce la testata statunitense Instinct Magazine, riprendendo un’intervista rilasciata dall’attore al quotidiano britannico The Telegraph, Evans ha difeso il diritto di ciascuno a formarsi una visione personale: «Solo perché sei gay non significa che tu debba essere “woke”. Essere gay è solo una parte di ciò che sei, ma il nostro modo di vedere la società e la vita varia da individuo a individuo. Ho amici gay molto “woke” e altri che non lo sono affatto. Non dobbiamo concordare su tutto». Secondo l’attore, tentare di imporre un’omogeneità ideologica agli omosessuali lede la libertà personale.

Evans si è soffermato anche sui colleghi di Hollywood che decidono di mantenere riservato il proprio orientamento sessuale. Ha ammesso di essersi sentito spesso isolato come uno dei rari protagonisti apertamente gay nei blockbuster ad alto budget, rammaricandosi del fatto che l’industria cinematografica rimanga un ambiente chiuso in cui molti temono ancora di esporsi. Ha tuttavia ribadito di non giudicare chi sceglie il silenzio: «Non sai mai cosa abbia passato una persona, come la pensi la sua famiglia o quanto duramente abbia combattuto per fare carriera. Nessuno ti consegna un manuale sul coming out; sei completamente solo». Parlando delle indiscrezioni sul ruolo di James Bond, per il quale è stato preso in considerazione dalle produzioni per circa un decennio, ha osservato che la sua visibilità non ha costituito un ostacolo, pur ritenendosi oggi troppo maturo per la parte.

In seguito al dibattito suscitato dalle sue parole sui social media e sulla stampa di settore, Evans ha diffuso una precisazione su Instagram. Ha chiarito di considerarsi partecipe dei principi di giustizia, compassione e tutela dei diritti di fronte alle discriminazioni, qualora sia questo il significato attribuito al termine «woke». Ha tuttavia confermato la sua tesi di fondo: le persone LGBT non costituiscono un blocco ideologico uniforme, esprimono una varietà di opinioni e hanno il pieno diritto di pensare autonomamente senza imposizioni.

Nato in Galles e cresciuto in una famiglia di Testimoni di Geova, Luke Evans lasciò a 16 anni la comunità religiosa e la casa d’origine per intraprendere la carriera teatrale e vivere con sincerità la propria identità. Nei primi anni Duemila è stato tra i primi interpreti del cinema commerciale a lavorare dichiaratamente senza nascondere la propria omosessualità.

Il confronto sulla pluralità di vedute all’interno della comunità LGBT ha acquisito rilevanza negli ultimi tempi. In precedenza, Uránia ha documentato l’indagine di GLAAD sulla presenza di personaggi LGBT nelle uscite delle maggiori major cinematografiche, ha analizzato il cambio di linea della storica associazione di conservatori gay statunitensi Log Cabin Republicans e ha illustrato le posizioni del politico conservatore quebecchese Éric Duhaime, sostenitore della libertà dei gay da schemi ideologici precostituiti.

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