In Italia la rete protestante REFO+ presenta le buone pratiche di inclusione pastorale per i credenti LGBT
All’inizio di ottobre 2026 la REFO+ (Rete Evangelica Fede, Orientamenti e generi), che unisce credenti e ministri di culto delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia, ha diffuso un documento programmatico e una rassegna di buone pratiche dedicate all’inclusione concreta delle persone LGBTQ+ nella vita ecclesiale. L’intervento nasce in risposta a una discussione aperta dalla testimonianza pubblica di un giovane credente che ha raccontato le discriminazioni e l’omofobia subite all’interno della propria comunità evangelica conservatrice.
Secondo quanto pubblicato dal portale cristiano LGBTQ+ italiano Progetto Gionata, il co-presidente di REFO+ Emanuele Crociani ha ribadito che l’autentica accoglienza non può limitarsi a dichiarazioni di principio, ma deve tradursi in fatti concreti. Il testo evidenzia il profondo spartiacque ermeneutico nel mondo evangelico italiano: da un lato l’approccio letteralista, diffuso nelle chiese fondamentaliste e pentecostali, che considera l’omosessualità peccato; dall’altro il metodo storico-critico delle chiese protestanti storiche, aperto alla valorizzazione delle diversità. Tra i segni più significativi di questa apertura, Crociani ha citato la benedizione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e il battesimo di persone adulte transgender celebrate con il proprio nome e pronome d’elezione.
La nota elenca numerose iniziative pastorali svoltesi in varie regioni d’Italia: culti arcobaleno contro l’omobitransfobia (come quello presieduto a Lentini dalla pastora battista Ioana Ghilvaciu), la presenza visibile di pastori ai Pride di Rovigo e Catanzaro (dove la pastora valdese Giusy Bagnato ha testimoniato che «Dio ti ama così come sei»), veglie ecumeniche di preghiera ad Albano Laziale, Bollate, Modena e Torino, e incontri di sensibilizzazione contro le cosiddette terapie riparative a Milano. L’associazione ha inoltre espresso gratitudine a figure storiche del protestantesimo italiano, tra cui l’ex presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) Luca Negro, per il costante impegno profuso a tutela delle minoranze.
La REFO (oggi REFO+) è nata in Italia nel 1998 come spazio di confronto e comunione su fede e orientamenti sessuali nelle chiese evangeliche storiche. La minoranza protestante italiana, forte di alcune centinaia di migliaia di fedeli, presenta sensibilità composite: se il Sinodo valdese e metodista ha formalmente deliberato a favore della benedizione delle coppie dello stesso sesso nel 2010, il mondo evangelico indipendente e carismatico mantiene in prevalenza un’impostazione dottrinale conservatrice.
In precedenza, Urania ha dato ampio spazio alle riflessioni sul rapporto tra fede e sessualità in Italia, segnalando il contributo teologico del gesuita Paolo Gamberini ospitato su Progetto Gionata, il progetto della Diocesi di Bolzano per l’accompagnamento delle persone queer nel coming out e la veglia di preghiera a Chiavari culminata nella richiesta di perdono della Chiesa alle persone LGBT.


