Il deputato repubblicano statunitense Brian Fitzpatrick rivendica il sostegno ai diritti LGBT mentre il suo partito attacca il rivale per le foto al Pride

Giovedì 8 ottobre 2026, nello stato della Pennsylvania (Stati Uniti), il deputato repubblicano Brian Fitzpatrick, in corsa per la rielezione nel conteso 1° distretto congressuale, ha pubblicamente ribadito il proprio sostegno alla tutela dei diritti civili delle minoranze sessuali e di genere. L’intervento è seguito all’endorsement ufficiale ricevuto dall’organizzazione conservatrice American Unity Fund. Contemporaneamente, il comitato elettorale ufficiale del Partito Repubblicano ha aperto un fronte polemico contro il rivale democratico Bob Harvie, diffondendo scatti della sua partecipazione a eventi locali del Pride come materiale di attacco politico.
Come riferisce la testata specialistica statunitense The Advocate, Fitzpatrick ha condiviso sulla piattaforma X una fotografia insieme a sostenitori con un cartello dai colori arcobaleno, ringraziando l’American Unity Fund per aver riconosciuto la sua azione legislativa a favore di tutele antidiscriminatorie per gay e persone transgender. Il parlamentare ha affermato di voler «continuare a battersi sempre per difendere e proteggere i diritti, la dignità e la libertà di ciascun americano». Nelle stesse ore, il Comitato Nazionale Repubblicano per il Congresso (NRCC) ha pubblicato una piattaforma di propaganda denominata Democrat Facts contro Harvie, commissario della contea di Bucks. Il sito include immagini scaricabili di Harvie presente a cortei del Pride con la bandiera arcobaleno, oltre a video in cui viene accusato di aver impiegato risarcimenti destinati alla crisi degli oppioidi per finanziare attività rivolte ad adolescenti trans.
Lo sfidante democratico Bob Harvie ha aspramente censurato l’incoerenza dei messaggi repubblicani, sollecitando Fitzpatrick a prendere ufficialmente le distanze dalla campagna del partito e a pretendere l’immediata chiusura della pagina web. Secondo Harvie, il rappresentante in carica non può definirsi un alleato indipendente della comunità LGBTQ+ se la sua stessa forza politica adopera i simboli del Pride per denigrare gli avversari ed esporre a rischi categorie vulnerabili. Brian Fitzpatrick, i vertici del NRCC e i rappresentanti dell’American Unity Fund non hanno fornito riscontri alle richieste di chiarimento dei media.
Fitzpatrick, che rappresenta i sobborghi di Filadelfia e copresiede il gruppo parlamentare bipartisan Problem Solvers («Risolutori di problemi»), è considerato tra gli esponenti repubblicani più moderati della Camera dei Rappresentanti. Ha più volte rotto la disciplina di partito su tematiche civili: è stato cofirmatario della legge federale sull’uguaglianza (Equality Act) contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, ha votato a favore del Respect for Marriage Act a protezione del matrimonio egualitario e nel 2025 ha respinto una proposta repubblicana volta a penalizzare penalmente i trattamenti sanitari di transizione per minorenni. Dal canto suo, l’American Unity Fund, pur sostenendo le garanzie per gli adulti LGBT, assume posizioni conservatrici sulla transizione medica in età giovanile e ha preso parte a contenziosi giudiziari per contrastare i divieti delle terapie di conversione.
Liz Bradbury, direttrice esecutiva dell’ente per i diritti civili della Pennsylvania Keystone Equality, ha riconosciuto a Fitzpatrick il merito di aver più volte sostenuto i diritti della comunità, evidenziando tuttavia il quadro istituzionale complessivo: il successo dei repubblicani centristi nei distretti in bilico garantisce al Partito Repubblicano il mantenimento della maggioranza alla Camera guidata dallo speaker conservatore Mike Johnson.
Le tensioni sulle tematiche LGBTQ+ animano la campagna per le elezioni di metà mandato del 2026 negli Stati Uniti. In precedenza, Urania ha dato conto dello spot elettorale del deputato democratico Don Davis nella Carolina del Nord a favore del divieto per le donne trans negli sport femminili, ha esaminato le rimostranze degli attivisti verso le sigle per i diritti civili per il sostegno a candidati democratici di impronta conservatrice e ha trattato la decisione dell’associazione Log Cabin Republicans di escludere le questioni transgender dalle proprie finalità statutarie.


