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Media in Azerbaigian riferiscono di un bando alla «propaganda LGBT», ma i parlamentari smentiscono il disegno di legge

L'edificio dell'Assemblea Nazionale (Milli Majlis) della Repubblica dell'Azerbaigian a Baku. Foto: Robot8A / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
L'edificio dell'Assemblea Nazionale (Milli Majlis) della Repubblica dell'Azerbaigian a Baku. Foto: Robot8A / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Sabato 10 ottobre 2026 si è aperto un vivace dibattito pubblico in Azerbaigian in seguito alle notizie diffuse da organi di stampa locali riguardanti un presunto divieto legislativo della «propaganda LGBT». Secondo quanto riportato dalla testata azera Globalinfo.az, le autorità si apprestavano a varare una legge volta a limitare la diffusione di informazioni sulle minoranze sessuali negli spazi pubblici, nei mass media, su internet, nel cinema, nella pubblicità e nelle scuole.

La testata sosteneva che le misure fossero giustificate dalla «tutela dei minori da contenuti dannosi per la loro salute e crescita», inserendo le informazioni sulle «relazioni sessuali non tradizionali» tra i contenuti proibiti ai più giovani. L’articolo prospettava sanzioni pecuniarie e l’arresto amministrativo in caso di recidiva, oltre alla sospensione delle redazioni giornalistiche nazionali e alla revoca degli accrediti per le testate estere.

Tuttavia, esponenti di primo piano dell’Assemblea Nazionale (Milli Majlis) dell’Azerbaigian hanno prontamente smentito l’esistenza di un testo normativo in merito. Come riportato dal portale di informazione Qafqazinfo, i parlamentari interpellati hanno chiarito che nessuna iniziativa di questo tipo è stata presentata alle camere. Il vicepresidente della commissione parlamentare per i diritti umani, Arzuxan Əlizadə, ha spiegato che, pur essendovi discussioni diffuse nella società civile, non esiste alcun testo legislativo e ha definito la notizia priva di fondamento. Anche il presidente della commissione per le associazioni civiche e le confessioni religiose, Fazil Mustafa, e la vicepresidente della commissione per la famiglia, le donne e l’infanzia, Jalə Əliyeva, hanno confermato che gli organi parlamentari competenti non hanno esaminato alcun dossier sul tema. Inoltre, l’agenda legislativa ufficiale della sessione autunnale 2026 del parlamento azero non prevede disegni di legge inerenti a restrizioni sui temi LGBT.

I rapporti omosessuali in Azerbaigian sono stati depenalizzati nel 2000, nel quadro delle riforme propedeutiche all’adesione del Paese al Consiglio d’Europa. Tuttavia, lo Stato non dispone di leggi antidiscriminatorie a tutela dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere e non riconosce le unioni tra persone dello stesso sesso. Organizzazioni internazionali e la federazione ILGA-Europe collocano stabilmente l’Azerbaigian tra i paesi del continente europeo con i più bassi livelli di tutela per la comunità LGBT, evidenziando il forte radicamento delle norme sociali conservatrici e periodiche azioni di polizia nei confronti delle minoranze.

Provvedimenti restrittivi sulla circolazione di contenuti riguardanti le minoranze sessuali sono stati introdotti negli scorsi anni in altri paesi dell’area geografica. In precedenza, Urania ha descritto dettagliatamente l’entrata in vigore del divieto di propaganda LGBT in Bielorussia e la successiva dichiarazione di estremismo per canali digitali dedicati a temi LGBT e childfree. La testata ha inoltre documentato le pesanti sanzioni monetarie irrogate dalla magistratura russa e le sentenze che hanno sciolto d’autorità le principali organizzazioni per i diritti civili in Russia.

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