La Corte Suprema dell'Oklahoma stabilisce che la legge statale non ha mai consentito la modifica del sesso sui certificati di nascita per le persone trans

La Corte Suprema dello stato americano dell’Oklahoma ha stabilito che la legislazione statale vieta la modifica dell’indicazione del sesso sui certificati di nascita e non ha mai consentito tale rettifica in base all’identità di genere. La decisione, adottata a maggioranza con sei voti favorevoli e tre contrari nel caso Fowler v. Stitt, giunge in risposta a quesiti preliminari sollevati da una corte d’appello federale, secondo quanto riferito da PinkNews.
L’azione legale era stata promossa da tre residenti transgender dell’Oklahoma — Rowan Fowler, Allister Hall e Carter Ray — con l’assistenza legale dell’organizzazione per i diritti civili Lambda Legal. I ricorrenti hanno impugnato le decisioni del governatore repubblicano Kevin Stitt e dei vertici del Dipartimento della Salute dello stato. Nel 2021, il governatore aveva emanato un ordine esecutivo che imponeva all’ente di interrompere l’aggiornamento dei registri anagrafici, dopo che un precedente accordo giudiziario aveva consentito l’uso del marcatore non binario «X». Successivamente, nel 2022 e nel 2026, il parlamento dell’Oklahoma ha sancito per legge che i certificati di nascita devono indicare esclusivamente il sesso biologico rilevato al momento del parto (maschile o femminile). Un tribunale distrettuale federale aveva inizialmente respinto la causa, ma la Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Decimo Circuito ha riammesso il motivo relativo alla parità di trattamento costituzionale e ha rimesso l’interpretazione del diritto locale ai massimi giudici statali.
Nella motivazione della sentenza di maggioranza, il presidente della Corte Dustin Rowe ha argomentato che la legge sui registri dello stato civile elenca in modo tassativo le modifiche consentite, come la variazione del nome o l’accertamento di paternità. Applicando il principio interpretativo expressio unius est exclusio alterius («l’espressa menzione di una cosa comporta l’esclusione delle altre»), la corte ha concluso che il silenzio della legge equivale a un divieto formale. In tal modo, la Corte Suprema ha giudicato illegittima la prassi amministrativa applicata a partire dal 2007 circa, che consentiva alle persone transgender di ottenere decreti giudiziari individuali per la correzione dei documenti.
Il governatore Kevin Stitt ha accolto con favore il verdetto, dichiarando: «Nel 2021 ho tenuto duro e ho chiarito che i certificati di nascita in Oklahoma devono rispecchiare il sesso biologico di una persona alla nascita. La nostra Corte Suprema meritava una decisione unanime». Al contrario, i legali di Lambda Legal e gli attivisti per i diritti civili hanno rilevato che questa interpretazione rigorosa produce effetti che vanno ben oltre la comunità trans: essa impedisce la rettifica di semplici errori materiali o di battitura alle persone cisgender e danneggia le persone intersessuali la cui diagnosi avvenga dopo il primo anno di vita. I tre giudici dissenzienti hanno espresso un’opinione contraria, sostenendo che la corte statale avrebbe dovuto astenersi dal rispondere ai quesiti, rimettendo l’esame della disposizione alla giurisdizione federale.
Lambda Legal è la più antica organizzazione legale nazionale statunitense, fondata nel 1973, impegnata nel patrocinio strategico per il pieno riconoscimento dei diritti civili di persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e affette da HIV.
Il fascicolo torna ora alla Corte d’Appello del Decimo Circuito, che dovrà valutare se il divieto assoluto imposto dall’Oklahoma violi il Primo Emendamento o la clausola di pari protezione delle leggi del Quattordicesimo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. In precedenza, Urania aveva riferito delle restrizioni amministrative introdotte nello stato dell’Ohio per la modifica del genere sui documenti d’identità, dove le autorità hanno parimenti preteso una rigida corrispondenza con gli atti di nascita primari.


