In Romania arrestato per la prima volta un gendarme per l'aggressione a una turista transgender

A Bucarest la procura militare ha avviato un procedimento penale e disposto il fermo per 24 ore di un sottufficiale della Gendarmeria romena con l’accusa di abuso d’ufficio e percosse ai danni di Bellehaze, una content creator transgender francese di 34 anni. Secondo l’associazione per i diritti umani ACCEPT, è la prima volta nella storia recente della Romania in cui un’indagine sulle violenze delle forze dell’ordine contro una persona LGBT porta al fermo formale di un sospettato.
In base a una comunicazione dell’organizzazione romena per i diritti umani ACCEPT e alle informazioni dell’agenzia di stampa Agerpres, i fatti risalgono alla notte tra il 5 e il 6 giugno 2026. L’indagato è il maresciallo aiutante capo Marian Iancu della Direzione generale della gendarmeria di Bucarest. La Procura militare presso il Tribunale militare di Bucarest gli contesta lesioni personali commesse durante il servizio, con prognosi di guarigione tra due e tre giorni, oltre a insulti ingiuriosi, contestando l’aggravante dell’odio fondato sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. I magistrati requirenti hanno chiesto la custodia cautelare, ma il giudice del tribunale militare ha respinto la richiesta, disponendo che l’indagine prosegua con l’indagato in libertà sotto controllo giudiziario.
Secondo il racconto della vittima, giunta a Bucarest per un convegno internazionale, dopo una serata nel centro storico della capitale si è risvegliata nell’abitazione di uno sconosciuto senza ricordare come vi fosse arrivata, affermando di essere stata sedata e aver subito una violenza sessuale. Sul posto è nata una lite con il residente di 74 anni, a seguito della quale una pattuglia della gendarmeria ha condotto la donna alla Sezione 27 di polizia di Bucarest. Bellehaze ha dichiarato che nell’ascensore della caserma gli agenti l’hanno scaraventata a terra, colpita ripetutamente e insultata con frasi transfobiche. La denuncia per violenza sessuale nei confronti del proprietario dell’appartamento è affidata separatamente alla procura del Settore 3 di Bucarest.
La polizia della capitale ha chiarito che dalle verifiche interne non risultano comportamenti violenti da parte dei propri agenti nei locali del commissariato, specificando che la custodia era affidata ai gendarmi. Anche il comando della Gendarmeria di Bucarest ha avviato un’indagine interna, affermando di offrire piena cooperazione all’autorità giudiziaria militare e di aver fornito tutti gli atti richiesti. L’avvocata per i diritti umani Iustina Ionescu, legale della vittima, ha sottolineato che l’accertamento tempestivo dei moventi discriminatori è essenziale per consolidare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Secondo i dati del 2024 dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA), in Romania solo il 7% delle persone LGBT che hanno subito aggressioni fisiche o sessuali si rivolge alla polizia, e il 44% di chi non denuncia afferma di ritenere che le autorità non farebbero nulla.
L’Asociația ACCEPT è la principale organizzazione non governativa romena per la tutela dei diritti civili delle persone LGBTQ+, attiva a Bucarest dal 1996. Ha guidato la campagna giuridica che ha portato nel 2001 all’abrogazione dell’articolo 200 del codice penale romeno, che puniva le relazioni omosessuali con il carcere, e assicura tuttora patrocinio legale gratuito alle vittime di discriminazione rappresentando la comunità nei tribunali nazionali ed europei.
In precedenza, Urania aveva dato conto della riunione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa del settembre 2026, incentrata sulle inadempienze della Romania nell’esecuzione delle sentenze della CEDU; durante le audizioni le associazioni per i diritti umani avevano menzionato l’aggressione alla turista francese a Bucarest come prova delle criticità nell’accertamento dei crimini d’odio. La testata ha inoltre documentato la vicenda giudiziaria relativa al ripetuto divieto della marcia del Pride nella città romena di Oradea .


