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L'amministrazione Trump chiede alla Corte Suprema limiti alle cure per i detenuti trans

L'edificio della Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington. Foto: [Joe Ravi / Wikimedia Commons](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Panorama_of_United_States_Supreme_Court_Building_at_Dusk.jpg) (CC BY-SA 3.0)
L'edificio della Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington. Foto: [Joe Ravi / Wikimedia Commons](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Panorama_of_United_States_Supreme_Court_Building_at_Dusk.jpg) (CC BY-SA 3.0)

Il 28 settembre 2026 l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump ha presentato alla Corte Suprema una richiesta d’urgenza per applicare temporaneamente restrizioni all’assistenza medica di affermazione di genere per le persone trans nelle carceri federali. Secondo il fascicolo Trump v. Kingdom, n. 26A416 , il governo vuole sospendere un’ingiunzione di un tribunale inferiore durante il procedimento principale. La Corte Suprema non ha ancora deciso.

La politica del Federal Bureau of Prisons, adottata nel febbraio 2026, mantiene psicoterapia e servizi psichiatrici per la disforia di genere, ma esclude ormoni, interventi chirurgici e «accomodamenti sociali», tra cui binder, parrucche e protesi mammarie. È seguita a un ordine esecutivo del gennaio 2025 che vieta l’uso di fondi federali per procedure, trattamenti o farmaci destinati ad adeguare l’aspetto di un detenuto al sesso opposto.

Il giudice distrettuale federale Royce Lamberth aveva bloccato l’applicazione delle regole a tutti i detenuti presenti e futuri con diagnosi di disforia di genere. In via preliminare ha ritenuto che l’agenzia possa aver agito arbitrariamente, ignorando la propria esperienza clinica e costruendo «a ritroso» la nuova politica per attuare l’ordine presidenziale. Il 18 settembre la Corte d’Appello del Circuito del Distretto di Columbia ha rifiutato di revocare l’ingiunzione durante il processo.

Il Solicitor General D. John Sauer sostiene che il tribunale inferiore abbia sostituito il proprio giudizio a quello dell’agenzia competente. L’amministrazione afferma che la politica conserva cure psichiatriche individualizzate e che l’esclusione di ormoni, operazioni e accomodamenti esteriori è giustificata da divergenze mediche, sicurezza degli istituti e gestione penitenziaria. Come ha riferito Reuters , il governo chiede soltanto di applicare le regole durante il contenzioso.

La causa è stata promossa dalla donna trans Alishea Sophia Kingdom e da due uomini trans, Solo Nichols e Jas Kapule. Sono rappresentati dall’ACLU, dalla sua sezione del Distretto di Columbia e dal Transgender Law Center. I ricorrenti sostengono che interrompere cure prescritte possa causare depressione, ansia, autolesionismo e pensieri suicidi e che un divieto generale violi il Quinto e l’Ottavo Emendamento, il Rehabilitation Act e il diritto amministrativo federale. L’ACLU stima che la class action riguardi circa 2.000 persone; il bureau ha comunicato che nel 2025 più di 600 detenuti ricevevano ormoni.

Il merito della causa resta irrisolto. Il presidente della Corte Suprema ha chiesto la risposta dei ricorrenti entro l'8 ottobre; poi i giudici potranno decidere soltanto sull’applicazione temporanea della politica. L’articolo originale del Washington Blade riporta l’obiezione dell’ACLU alla sospensione di cure necessarie e la tesi dell’amministrazione secondo cui le autorità carcerarie devono fissare gli standard di trattamento e sicurezza.

«Urania» aveva già riferito della decisione che consente all’Oregon di continuare a detenere donne trans in carceri maschili e della fine di una norma federale contro la discriminazione degli studenti LGBT .

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