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Russia: muore il conduttore Sergej Sosedov, tra i primi volti apertamente gay della televisione russa

Il giornalista e critico musicale Sergej Sosedov nel 2025. Foto: [Svklimkin / Wikimedia Commons](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:%D0%A1%D0%B5%D1%80%D0%B3%D0%B5%D0%B9_%D0%A1%D0%BE%D1%81%D0%B5%D0%B4%D0%BE%D0%B2_2025.jpg) (CC BY 4.0)
Il giornalista e critico musicale Sergej Sosedov nel 2025. Foto: [Svklimkin / Wikimedia Commons](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:%D0%A1%D0%B5%D1%80%D0%B3%D0%B5%D0%B9_%D0%A1%D0%BE%D1%81%D0%B5%D0%B4%D0%BE%D0%B2_2025.jpg) (CC BY 4.0)

Il 23 settembre 2026, il conduttore televisivo e critico musicale russo Sergej Sosedov, che negli anni ‘90 fu tra le prime figure pubbliche della televisione russa a dichiarare apertamente la propria omosessualità, è morto all’età di 58 anni nella città siberiana di Nerjungri, nella Repubblica di Sacha (Jacuzia), nella Russia orientale. Come riferito dall’agenzia di stampa statale RIA Novosti citando i familiari, la morte è avvenuta a seguito di un tragico incidente: Sosedov è caduto da una rampa di scale in albergo, riportando un grave trauma cranico.

Sosedov si trovava in Jacuzia per far parte della giuria di un concorso artistico regionale. Stando a quanto dichiarato dalla madre Antonina Sosedova, dopo la caduta il critico è stato trasportato d’urgenza in ospedale, ma i medici non sono riusciti a salvarlo ed è spirato durante l’intervento chirurgico. Diversi media russi, citando fonti vicine al giornalista, hanno indicato come ipotesi preliminare della caduta una tromboembolia causata dal lungo volo aereo, degenerata in edema cerebrale; le conclusioni medico-legali ufficiali non sono state rese note al momento della stesura dell’articolo. La scomparsa è stata confermata pubblicamente dal collega televisivo Vadim Takmenev.

Sosedov ottenne vasta popolarità a metà degli anni ‘90 nel talk show Gli squali della penna (Akuly pera) sull’emittente TV-6, facendosi notare per i modi eccentrici, le domande taglienti ai cantanti pop e la totale trasparenza sul proprio orientamento sessuale. Nei decenni successivi ha lavorato come commentatore musicale sulla stampa, ha ricoperto il ruolo di giurato in talent show canori sia in Russia sia in Ucraina (inclusa l’edizione ucraina di The X Factor) e ha condotto programmi come Za gran’ju e Superstar! su NTV. Nelle interviste ha costantemente ribadito di non aver mai nascosto l’attrazione per gli uomini e di aver compiuto il proprio coming out pubblico fin dalle prime apparizioni sul piccolo schermo.

Le posizioni pubbliche di Sosedov univano tale visibilità personale a convincimenti sociali e politici conservatori. Aveva più volte criticato le manifestazioni del Pride, definendole un «circo di quart’ordine», e sosteneva che nella quotidianità russa gli omosessuali non subissero discriminazioni sistematiche. Ciononostante, nell’autunno del 2022 si era schierato pubblicamente contro l’inasprimento della legge sul divieto totale della «propaganda LGBT», definendo il provvedimento inutile, propagandistico e scollato dalla realtà. Negli ultimi anni ha sostenuto la politica estera del Cremlino e l’invasione militare dell’Ucraina, criticando duramente gli artisti pacifisti rifugiatisi all’estero; per questo motivo, nel gennaio 2023 era stato inserito nella lista delle sanzioni individuali di Kiev.

Sergej Sosedov era nato a Mosca nel 1968, si era laureato presso la Facoltà di Giornalismo dell’Università Statale di Mosca (MGU) ed è rimasto per oltre trent’anni una figura di riferimento per la cronaca musicale russofona. La testata «Uránia» ha già documentato l’evoluzione repressiva nella cultura russa, tra cui le accuse contro operatori dei media ai sensi della legge sulla «propaganda LGBT» , i verdetti giudiziari che hanno vietato la circolazione di film e opere d’arte e la sentenza della Corte Suprema russa che ha bandito il presunto «movimento LGBT», provocando lo scioglimento forzato delle organizzazioni per i diritti civili .

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