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Nel Massachusetts un bar lesbico subisce il boicottaggio dopo aver revocato l'obbligo di mascherina

Jackie Matellian, proprietaria del bar lesbico Last Ditch a Greenfield, Massachusetts. Foto: Sophie Park / The Boston Globe
Jackie Matellian, proprietaria del bar lesbico Last Ditch a Greenfield, Massachusetts. Foto: Sophie Park / The Boston Globe

Nella cittadina di Greenfield, nella parte occidentale dello Stato americano del Massachusetts, il bar lesbico inclusivo e centro culturale Last Ditch si trova al centro di un’accesa controversia e del boicottaggio promosso da esponenti della comunità queer locale. Il conflitto è divampato dopo che la gestione del locale ha deciso di rendere facoltativo l’uso delle mascherine protettive durante il sabato sera, nel tentativo di attrarre nuovi clienti e scongiurare il fallimento.

La protesta è scaturita da un annuncio pubblicato sui canali social il 31 agosto 2026, nel quale, tra la programmazione musicale dei DJ, si leggeva: «È con affetto che informiamo le nostre dive immunocompromesse e con disabilità che il sabato sera le mascherine saranno facoltative». Negli altri giorni di apertura restava confermato l’obbligo tassativo di indossare respiratori KN-95 o equivalenti. Il messaggio ha suscitato centinaia di commenti sdegnati; attivisti e avventori hanno accusato il locale di «abilismo», discriminazione e disinteresse per la salute delle persone fragili. Le successive scuse formali della direzione hanno alimentato ulteriori polemiche, poiché l’immagine pubblicata non conteneva il testo alternativo descrittivo (alt-text) per gli utenti ipovedenti.

Secondo un reportage del quotidiano The Boston Globe , la revisione delle norme igieniche è stata dettata da una situazione finanziaria drammatica. Il Last Ditch era stato avviato nel 2025 da tre giovani attivisti per creare uno spazio accessibile e solidale: l’ingresso prevedeva un’offerta libera («paga quanto puoi»), a chi era privo di risorse non veniva negato l’accesso e all’interno funzionava una dispensa gratuita con vestiti, medicinali e kit per la riduzione del danno. Tuttavia, l’attività ha presto accumulato debiti insostenibili a fronte dei mancati incassi, mentre due dei cofondatori si sono allontanati per motivi personali e di salute (uno dei quali per frequentare una scuola per clown). Tutti gli oneri, inclusi il rimborso di un prestito bancario di 50.000 dollari e i canoni di locazione arretrati, sono ricaduti sull’unica gestrice rimasta, la ventiseienne Jackie Matellian, costretta a svolgere quattro lavori contemporaneamente e a vivere per sei mesi nel proprio furgone.

L'11 settembre si è svolta nel locale un’assemblea pubblica con il supporto di mediatori professionisti. Matellian ha raccontato in lacrime il pesante indebitamento e l’impossibilità di proseguire da sola, ma i partecipanti collegati tramite Zoom, guidati dall’attivista locale Soe Noire, l’hanno accusata di vittimismo e di non riconoscere il danno arrecato alla comunità. Di contro, il personale del bar ha sottolineato come il rigidismo sanitario abbia allontanato gli avventori, ricordando che a Greenfield, comune di meno di 18.000 abitanti, non si registravano casi di COVID-19 da oltre due mesi.

Il Last Ditch è uno spazio queer indipendente nella contea di Franklin, punto di riferimento per la comunità LGBT+ della Pioneer Valley nel Massachusetts come locale serale, luogo di ritrovo e centro di mutuo soccorso.

In precedenza, «Uránia» aveva presentato l’indagine della giornalista Rachel Karp «Cronache dei bar lesbici» , incentrata sulle complesse sfide di sopravvivenza degli spazi saffici negli Stati Uniti: negli ultimi quarant’anni il loro numero è crollato da circa duecento a poche decine, costringendo i locali superstiti a un difficile equilibrio tra sostenibilità d’impresa e rigorose aspettative comunitarie.

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