Il Pride di Belgrado coincide con il funerale di Ratko Mladić

Nella capitale della Serbia si è tenuto un gay pride per celebrare il 25º anniversario della lotta per i diritti LGBT nel paese. L’evento ha rappresentato il culmine della “Settimana del Pride”, svoltasi dal 31 agosto al 6 settembre 2026. La marcia ha coinciso con il giorno dell’addio al generale Ratko Mladić, condannato per crimini di guerra, ma gli organizzatori hanno deciso di non modificare il programma.
Il corteo è partito il 5 settembre 2026 dal Parco Manjež. Il percorso ha attraversato il centro di Belgrado, passando davanti agli edifici del Governo, della Presidenza e dell’Assemblea Nazionale. Nei pressi della Chiesa dell’Ascensione, ai partecipanti è stata mostrata una fotografia di Ratko Mladić. Secondo gli organizzatori, il pride è una protesta contro la discriminazione, la violenza e la mancanza di protezione legale per le persone queer in Serbia. Lo slogan di quest’anno, “C’è posto per tutti noi”, fa riferimento al primo pride del 2001, che fu segnato da violenze di massa contro i partecipanti. Come riportato dal servizio serbo della BBC, la sicurezza è stata garantita da volontari e forze di polizia rinforzate.
La giornalista Danica Vučenić è stata la madrina del Pride di Belgrado di quest’anno. Tra le principali richieste degli attivisti figurano l’adozione di leggi sulle unioni omosessuali e sul riconoscimento legale dell’identità di genere, una rapida risposta delle autorità ai crimini d’odio, l’accesso alla profilassi pre-esposizione per l’HIV (PrEP), nonché scuse ufficiali ai cittadini perseguitati prima del 1994.
Secondo l’organizzazione per i diritti umani Da se zna, nel 2025 in Serbia sono stati registrati 110 incidenti motivati dall’odio verso le persone LGBT, tra cui almeno 20 attacchi fisici. La tendenza è proseguita nel 2026: dall’inizio dell’anno sono stati documentati oltre 70 incidenti, di cui più di 20 casi di violenza fisica, compreso un attacco con gas lacrimogeno contro il club queer Mornar di Belgrado.


