Un tribunale di Mosca ordina l’espulsione di due stranieri per abiti ritenuti «propaganda LGBT»
Il Tribunale distrettuale di Ljublino, a Mosca, il 20 agosto 2026 ha condannato due cittadini stranieri a dieci giorni di detenzione amministrativa ciascuno e ne ha disposto l’espulsione forzata dalla Russia in un procedimento per «propaganda di rapporti sessuali non tradizionali». La polizia ha basato l’accusa su abiti ritenuti femminili e sullo slogan «Libertà di scelta» menzionato negli atti, riferisce Radio Svoboda .
Secondo le decisioni, i due sono stati fermati intorno alle 21 del 18 agosto nel mercato moscovita Sadovod. Gli agenti sono arrivati circa dieci minuti dopo e hanno concluso che il loro aspetto «dimostrava l’attrattiva di atteggiamenti sessuali non tradizionali». I documenti non precisano quali indumenti indossassero né in che modo fosse esposto lo slogan, scrive The Insider , che ha esaminato copie delle decisioni.
Il tribunale ha applicato la parte 5 dell’articolo 6.21 del Codice russo degli illeciti amministrativi. La norma riguarda stranieri e apolidi: gli atti pubblici che le autorità ritengono diretti a formare «atteggiamenti sessuali non tradizionali» o a presentarli come attraenti sono punibili con una multa da 50.000 a 100.000 rubli accompagnata dall’espulsione, oppure con una detenzione fino a 15 giorni accompagnata dall’espulsione. Il testo è pubblicato nella banca dati giuridica ConsultantPlus .
Dopo i dieci giorni di detenzione, i due dovranno essere trasferiti nel centro per cittadini stranieri di Sacharovo ed espulsi con la forza entro il 17 novembre. Secondo The Insider, una volta eseguite le decisioni sarà inoltre vietato loro l’ingresso in Russia per cinque anni. I testi contengono informazioni contraddittorie sul fatto che abbiano ammesso la colpa; non sono ancora disponibili informazioni pubbliche su avvocati o eventuali ricorsi.
Le decisioni pubblicate non indicano la loro cittadinanza. Il canale Telegram Ostorozhno, Novosti li ha definiti cittadini del Tagikistan senza citare una fonte. Un articolo di ParniPlus menziona sia il Tagikistan sia il Turkmenistan, perciò dai dati pubblici non è possibile confermare la destinazione dell’espulsione.
Secondo il conteggio di The Insider, dal 2023 i tribunali russi hanno disposto l’espulsione di almeno 18 stranieri in casi di presunta «propaganda LGBT». La testata definisce il dato un minimo, perché le statistiche giudiziarie pubbliche accorpano diverse fattispecie e non consentono di stabilire un totale esatto.


