I pastori in Malawi difendono le persone LGBT dalla violenza e dalla discriminazione
La comunità LGBT in Malawi, un paese dell’Africa sud-orientale, ha lanciato un appello al governo affinché vari leggi che proteggano i propri diritti, a fronte di continui attacchi fisici, di un profondo stigma e di barriere nell’accesso all’assistenza sanitaria. Questi appelli hanno ricevuto un inaspettato sostegno da parte di leader religiosi e comunitari locali.
Secondo la testata malawiana Nyasa Times , i rappresentanti della comunità LGBT affermano che l’attuale contesto legale viola direttamente i loro diritti, lasciandoli esposti alla violenza e alla discriminazione. In particolare, segnalano notevoli difficoltà nell’accedere ai servizi presso le strutture sanitarie pubbliche.
I loro appelli hanno trovato alleati tra le figure locali. Tra questi il capo villaggio Mpingo nell’area di Somba, il pastore Wilson Matebule, presidente della confraternita dei pastori di Mpemba, e Pathias Kaira, coordinatore a Blantyre della Rete dei leader religiosi del Malawi colpiti da HIV e AIDS. Tutti hanno esortato le autorità a rafforzare il sostegno alle popolazioni chiave.
Il portavoce del Ministero della Giustizia, Frank Namangale, si è rifiutato di commentare la questione.
Questa rinnovata discussione avviene a oltre un anno di distanza da quando, nel giugno 2024, la Corte Costituzionale del Malawi si è rifiutata di annullare le leggi che criminalizzano le relazioni tra persone dello stesso sesso. I difensori dei diritti umani sostengono che la combinazione di criminalizzazione e stigma sociale continua a rendere le persone LGBT nel paese estremamente vulnerabili, sia alla violenza all’interno delle loro comunità sia all’esclusione sistemica dai servizi di base. Gli attivisti ritengono che questo divario sia destinato a persistere in assenza di una significativa riforma legale.


