Il Tribunale costituzionale polacco contro la registrazione dei matrimoni omosessuali esteri
Il Tribunale costituzionale polacco ha dichiarato il 28 luglio parzialmente incostituzionale un regolamento del governo che dal 23 agosto dovrebbe semplificare la registrazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero in tutti gli uffici di stato civile del paese. La decisione è arrivata su ricorso di parlamentari del partito conservatore Diritto e Giustizia (PiS). Il governo ha tuttavia dichiarato che proseguirà con l’attuazione delle nuove regole, poiché non considera legittima l’attuale composizione del Tribunale.
Secondo l’Agenzia di stampa polacca , il regolamento modifica i moduli dello stato civile: i campi distinti «dati della donna» e «dati dell’uomo» verrebbero sostituiti dalla possibilità di indicare uomo o donna per ciascun coniuge. Ciò consentirebbe di trascrivere i certificati stranieri di matrimoni omosessuali senza una specifica sentenza del tribunale. Il regolamento è stato pubblicato il 22 maggio e dovrebbe entrare in vigore il 23 agosto.
Il Tribunale ha stabilito all’unanimità che i moduli violano gli articoli 18 e 92 della Costituzione. Il giudice Stanisław Piotrowicz ha affermato che un certificato straniero può essere trascritto solo quando il matrimonio è tra un uomo e una donna e che un cambiamento così significativo dell’istituto matrimoniale richiederebbe una modifica costituzionale e una revisione sistemica del diritto di famiglia. I deputati del PiS, rappresentati da Marcin Warchoł, hanno inoltre sostenuto che i ministri avevano tentato di disciplinare la questione con un atto giuridico di rango inferiore.
Questa interpretazione contrasta con una sentenza del 20 marzo della Corte suprema amministrativa polacca . La Corte ordinò all’ufficio di stato civile di Varsavia di trascrivere il certificato tedesco di matrimonio di due uomini e stabilì che l’articolo 18 non era un ostacolo assoluto al riconoscimento di tali unioni. La sentenza seguiva l’interpretazione vincolante della Corte di giustizia dell’Unione europea , che nel novembre 2025 aveva collegato il riconoscimento ai diritti dei cittadini dell’UE alla libera circolazione e alla vita familiare.
Il vice primo ministro e ministro della Digitalizzazione Krzysztof Gawkowski ha definito il Tribunale «illegale» e dichiarato che le istituzioni statali continueranno a preparare l’avvio del sistema in agosto. Dal 2024 il governo non pubblica le decisioni dell’attuale composizione del Tribunale nella gazzetta ufficiale. Nel dicembre 2025 anche la Corte dell’UE ha ritenuto il Tribunale non indipendente né imparziale a causa delle modalità di nomina di alcuni giudici.
La controversia non riguarda la possibilità di celebrare matrimoni omosessuali in Polonia, tuttora non prevista dal diritto polacco. Riguarda l’iscrizione nel registro nazionale dei matrimoni legalmente celebrati in altri paesi dell’UE. Al 29 luglio il regolamento dovrebbe formalmente entrare in vigore il 23 agosto, ma il conflitto tra tribunali e autorità rende giuridicamente controversa la sua futura applicazione.