La Chiesa Cattolica in Italia si scusa con la comunità LGBT

Il 20 maggio 2026 si è svolta nella città italiana di Chiavari una veglia di preghiera dedicata alla lotta all’omofobia e alla transfobia. Durante la funzione, i rappresentanti della comunità cattolica hanno chiesto pubblicamente perdono alle persone LGBT e alle loro famiglie per la discriminazione, l’isolamento, la violenza e il silenzio da parte della Chiesa.

Alla veglia era presente Mons. Giampio Luigi Devasini, Vescovo della Diocesi di Chiavari. Il testo delle scuse è stato preparato dal gruppo “Amore in cammino”, che opera nell’ambito della Pastorale familiare diocesana. Questo gruppo comprende cattolici LGBT, i loro genitori e altri credenti. Il loro lavoro è accompagnato da un sacerdote.

Nel testo la Chiesa non si è limitata a parole generali sull’inclusione, ma ha riconosciuto il danno specifico causato alle persone LGBT. Francis DeBernardo, direttore esecutivo di Ministero dei Nuovi Modi , ha osservato che questo documento potrebbe servire da modello per altri leader e istituzioni cattoliche nel redigere le proprie scuse.

Nel comunicato i cattolici di Chiavari hanno ammesso la loro colpevolezza su diversi punti:

Silenzio e indifferenza

Gli autori del testo hanno ammesso che la Chiesa è rimasta in silenzio di fronte alla solitudine, alla discriminazione sul lavoro e al rifiuto in famiglia delle persone LGBT. “Abbiamo preferito il conforto della nostra certezza al difficile cammino della compassione”, si legge nel testo.

Sentenza

I credenti hanno chiesto perdono per aver costruito muri invece di aiutare, giudicato le persone senza cercare di ascoltarle ed escluso dalla comunità. Hanno ammesso che attraverso le loro parole hanno fatto sentire le persone LGBT come estranee nella Chiesa e hanno instillato in loro l’idea di una contraddizione tra la fede e il loro amore.

Giustificazione della violenza

Gli autori si sono assunti la responsabilità di creare un ambiente in cui l’odio trovasse giustificazione. Hanno chiesto perdono per i casi in cui l’insegnamento della Chiesa, distorto dai pregiudizi, è stato utilizzato per aggressioni e prepotenze.

Negazione della spiritualità

Il testo include delle scuse per l’affermazione diretta o indiretta secondo cui l’amore delle persone LGBT è meno santo o meno gradito a Dio. Gli autori hanno definito i tentativi di separare l’orientamento sessuale o l’identità di genere dalla capacità di essere figli di Dio un “insulto allo Spirito Santo”.

Persecuzioni passate

I credenti hanno ricordato i periodi storici in cui la Chiesa sosteneva leggi ingiuste, incoraggiava la discriminazione e la morte delle persone a causa della loro identità. “Chiediamo perdono per il sangue versato e per le lacrime versate… Riconosciamo che questo è un peccato che grida davanti a Dio”, conclude il testo.