Il vescovo di Albano chiede la piena integrazione dei cattolici LGBT nella Chiesa

Nella cittadina italiana di Albano Laziale (vicino a Roma) si è svolta una veglia diocesana contro l’omofobia e la transfobia. Il 16 maggio 2026 è stato guidato dal vescovo locale, Vincenzo Viva . Rivolgendosi ai presenti ha affermato che le persone LGBT non devono essere considerate ospiti nella comunità cattolica e hanno bisogno di riconoscimento, non solo di ospitalità.

La veglia faceva parte di un ritiro di tre giorni organizzato dalla diocesi in collaborazione con l’associazione cattolica LGBT La Tenda di Gionata. Agli incontri hanno partecipato cattolici LGBT, le loro famiglie e operatori pastorali. Durante la funzione, Mons. Viva ha pronunciato un’omelia e ha risposto alle domande delle comunità. Ha osservato che tali eventi si tengono ancora provoca disaccordi all’interno della Chiesa italiana, dove alcuni credenti li considerano una concessione all’“ideologia gender”. Secondo il vescovo, questo passo è stata una decisione deliberata della diocesi.

Prendendo spunto dal libro di Isaia (“Non temere, perché io ti ho redento, ti ho chiamato per nome”), Vincenzo Viva ha sottolineato l’importanza di superare la paura e il pregiudizio. Il vescovo ha espresso la speranza che tali veglie non saranno più necessarie in futuro. “Il giorno in cui non ci sarà più bisogno di tali veglie, sarà il giorno in cui ogni persona sarà riconosciuta”, ha detto. Viva ha spiegato che preferisce usare la parola “riconoscere” piuttosto che “accogliere”, poiché i battezzati fanno già parte del Corpo di Cristo.

Il vescovo ha anche menzionato la violenza, l’isolamento e la derisione che subiscono le persone LGBT, anche da parte delle loro famiglie. Secondo lui il silenzio che nasconde il dolore non è prudenza, ma complicità. In conclusione, ha invitato le parrocchie a diventare luoghi in cui le persone trovano comprensione senza dover dimostrare il proprio valore o nascondere la propria identità.

Il vescovo titolare (onorario) di Albano è attualmente il cardinale Luis Antonio Tagle. In precedenza, questo titolo apparteneva al cardinale Robert Francis Prevost, che in seguito divenne papa Leone XIV.