“Da sola, in una stanza tutta per me” – un libro di Aya Mizukami sulla critica letteraria queer e femminista
Saggi su corporeità, desiderio lesbico e solidarietà trans nella narrativa giapponese moderna.

Il 18 settembre 2026, la casa editrice giapponese Kawade Shobo Shinsha (河出書房新社) ha pubblicato in lingua giapponese il saggio “Da sola, in una stanza tutta per me: vivere la letteratura insieme alla teoria queer e al femminismo” (たったひとり、私だけの部屋で クィア/フェミニズムと共に文学を体験する, Tatta hitori, watashi dake no heya de: Kuia / feminizumu to tomo ni bungaku o taiken suru). Il volume è opera della scrittrice e critica letteraria giapponese Aya Mizukami (水上文).
Nata nel 1992, Aya Mizukami è considerata una delle studiose più innovative della nuova scena critica giapponese. Specializzata nella lettura della narrativa contemporanea attraverso la lente degli studi di genere e della teoria queer, cura recensioni periodiche per la prestigiosa rivista Bungei (文藝). In precedenza ha dato alle stampe il diario di viaggio “Diario di viaggio queer in Canada” (クィアのカナダ旅行記, 2025), ha collaborato alla stesura di “Introduzione agli studi sullo yuri” (はじめての百合スタディーズ, dedicato alle narrazioni sull’amore tra donne nella cultura visiva giapponese), ha ideato e curato l’opuscolo collettivo “Siamo già insieme: libretto contro la discriminazione transfobica” (われらはすでに共にある 反トランス差別ブックレット) e ha curato un numero monografico della rivista femminista Etcetera dedicato alle donne queer e alle pratiche di comunità.
Il titolo dell’opera rende omaggio a Una stanza tutta per sé (A Room of One’s Own) di Virginia Woolf, ma Mizukami ripensa lo spazio necessario per leggere e scrivere a partire dalla condizione incarnata di una donna non eterosessuale. Nell’introduzione, l’autrice spiega che la lettura non è stata un semplice esercizio accademico, bensì un dispositivo indispensabile di resistenza e sopravvivenza in un tessuto sociale retto dalla cisnormatività e dall’eterosessualità obbligatoria. Il testo unisce saggi interpretativi, riflessioni militanti e bibliografie ragionate dedicate alle questioni di genere e sessualità.
La trattazione si articola in quattro sezioni. La prima esplora la corporeità e i conflitti relazionali tra madri e figlie nella prosa nipponica attuale, concentrandosi sul romanzo Kaka (かか) di Rin Usami, vincitrice del prestigioso premio Akutagawa. La seconda sezione affronta l’esperienza quotidiana di una femminista queer ed esamina la nozione teorica di «tempo queer» — inteso come temporalità affrancata dai ritmi riproduttivi ed eteronormativi —, analizzando inoltre le rappresentazioni del desiderio lesbico nella produzione di Risa Wataya.
Il terzo capitolo rappresenta il fulcro argomentativo dell’opera ed è dedicato alla solidarietà transfemminista. Mizukami chiarisce il significato analitico del termine «cisgender» e analizza la scrittura della romanziera queer taiwanese-giapponese Li Kotomi, in particolare il testo Nel paese benedetto dallo spirito delle parole (言霊の幸う国で), inteso come letteratura di resistenza contro la cancellazione delle soggettività minoritarie. In due saggi di approfondimento, la studiosa interviene nel dibattito pubblico contestando la retorica della presunta «cancel culture» e criticando apertamente le posizioni transfobiche avanzate dall’autrice affermata Yoriko Shono in opere come Il sistema nel cristallo (水晶内制度). Mizukami argomenta che la libertà artistica non può tramutarsi in una giustificazione per la violenza verbale e per l’esclusione delle donne trans dai movimenti femministi.
L’ultima parte del volume analizza il conformismo e le pressioni sociali. La critica indaga le opere di Junko Takase sul disagio e la sottomissione nell’ambiente di lavoro, rilegge l’ipotesi woolfiana della sorella di Shakespeare confrontandola con i testi modernisti di Mieko Kanai ed esplora la pedagogia queer e la corporeità radicale nei romanzi di Rieko Matsuura. Il libro di Aya Mizukami dimostra come la critica letteraria possa costituire un efficace strumento politico per ridefinire le gerarchie sociali e sostenere le istanze di liberazione delle persone LGBT in Giappone.






